
L’errore più comune in cui si incorre quando si cerca di vedere oltre il velo è l’associare all’idea di esoterismo il concetto di “occultismo”.
L’occultismo, è solo una parte dell’esoterismo, e precisamente la sua parte degenere.
Per occultismo si intende il tentativo di manipolare delle forze non materiali che popolerebbero il nostro mondo (spiriti e demoni come vengono chiamati dalla tradizione occidentale) per ottenere dei vantaggi personali.
L’esoterismo in sé invece è lo studio che conduce ad una comprensione del cosmo e ad un ricongiungimento con il principio creatore.
Simbolicamente l’immagine più esplicativa per descrivere l’esoterismo è quella di un asse che partendo dalle viscere della terra arriva fino al cielo.
Questo asse si può utilizzare per compiere una faticosa scalata verso il celestiale oppure ci si può lasciare scivolare fino agli abissi.
Sono le due vie.
Attualmente nel nostro occidente si pratica quasi esclusivamente la via infera, ed è bene tenerne sempre conto, così la distinzione iniziale tra esoterismo e occultismo nel mondo occidentale è divenuta labile.
L’esoterismo celeste parla dell’origine del mondo e dello scopo di ogni essere su questa terra.
Il suo messaggio finale è che dall’Uno il tutto origina, e che in ogni essere umano vi è una scintilla divina, così che ognuno compartecipa al tutto.
Tali concetti però non vengono comunicati attraverso la via razionale, ma attraverso la via “intuitiva”, la cosiddetta “Intelligenza del Cuore”; il linguaggio attraverso cui questi concetti vengono comunicati è il linguaggio dei simboli.
Lo studio dell’esoterismo presenta innumerevoli rischi, e questo perché colui che è digiuno di tali tematiche non è in grado di distinguere tra le due vie, così che spesso la via infera viene scambiata per quella celeste.
Questo è anche il motivo per cui le dottrine esoteriche nei secoli sono state accuratamente “celate” e trasmesse solo attraverso organizzazioni iniziatiche che avevano il compito di mantenerne l’integrità e preparare adeguatamente colui che doveva ricevere tali insegnamenti.
Questa “segretezza” ha anche fatto in modo che al concetto di esoterismo si accompagnasse un’aura di mistero, di pericolo e di “oscurità”.
L’esoterismo per trasmettersi correttamente ha bisogno però di una “via regolare”, catene iniziatiche che ne preservino la purezza.
Queste catene iniziatiche non esistono più nel nostro occidente, o meglio, sono difficili da individuare.
Di contro, la via infera dell’esoterismo ha dilagato negli ultimi secoli, e se ne sono fatti portatori movimenti quali la Teosofia, la Massoneria, e recentemente il movimento della New Age.
Movimenti esoterici “regolari” sono invece, tuttora, il Sufismo Islamico o l’Esicasmo cristiano.
Essendo però il linguaggio dell’esoterismo un linguaggio totalmente fatto di Simboli, ed avendo ogni tradizione sviluppato dei simboli differenti, studiare le dottrine esoteriche affidandosi ad un tradizione diversa dalla propria risulta molto difficile.
La via regolare esoterica occidentale fu l’Alchimia, ormai scomparsa da secoli, mentre pare che in alcuni monasteri greco ortodossi si pratichi ancora l’Esicasmo, che rappresenta l’ultima via celeste esoterica in Europa.
Nella nostra epoca occorre forse evitare tutti i movimenti esoterici contemporanei, tutti praticanti la via infera, e nel caso l’argomento interessi, approfondire con pazienza i temi principali basandosi su quei pochi autori che ne hanno trattato in maniera competente.
Il massimo divulgatore del secolo passato fu senza dubbio René Guénon, che dopo aver sperimentato innumerevoli pseudo iniziazioni nei movimenti occultistici che infestavano l’Europa del tempo si converti all’Islam e si dedicò allo studio del Sufismo.
Il suo libro “La crisi del mondo moderno”, oltre che di piacevole lettura, rappresenta un ottimo primo approccio ad un’ottica diversa di cogliere il creato, così come il Re del Mondo, che richiede però un attimo di attenzione maggiore per essere compreso.
“Simboli della Scienza Sacra” rappresenta invece una immensa fonte di sapere.
Interessanti inoltre i libri di Mircea Eliade, il più grande storico delle religioni del secolo passato, che svela in maniera sorprendente in cosa effettivamente consisteva il senso religioso dei popoli antichi, qualcosa di molto diverso dalle storielle che raccontano ai licei e alle università.
Evitare con cura Teosofisti, Antroposofisti, Neorusacruciani, Massoni e divulgatori della New Age.