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upon your fields.
And until we meet again,
May God hold you
in the hollow of His hand.
giovedì, 26 marzo 2009

Il Settimo Manvantara

Come approfondimento al precedente articolo si ripropone un post, inizialmente apparso nel Marzo del 2007, che descrive la suddivisione delle ere secondo la concezione indù, così come riportata da alcuni autori tradizionali.

Secondo la concezione tradizionale lo scorrere del tempo segue un ritmo circolare, anche se probabilmente l'immagine della spirale sarebbe più adatta per descrivere il percorso dei secoli.
Le epoche degli uomini seguono un andamento decadente, un progressivo allontanamento dall'origine celeste ed un inevitabile avvicinamento alla materialità.
La tradizione indù, e non solo, per delimitare le varie epoche fa riferimento ai cicli precessionali; un ciclo precessionale dura all'incirca 26.000 anni, ed è il tempo che occorre affinché l'asse terreste compia un giro completo per poi ritrovarsi al punto di origine.
La terra infatti si comporta come una trottola, anche se questo terzo movimento, a differenza della rotazione e della rivoluzione, è impercettibile, dato il grande lasso di tempo che impiega per compiersi.
La tradizione indù quindi individua due cicli principali, il kalpa e il manvantara.

Un manvantara ha una durata di due cicli precessionali e mezzo, ovvero 64.800 anni, e il kalpa comprende 7 manvantara.
Ogni manvantara è a sua volta diviso in 4 yuga, ognuno dei quali ha una durata proporzionalmente inferiore rispetto al  suo predecessore, come spiegato nell'immagine sottostante.
All'inizio di un manvantara gli esseri umani si trovano in una situazione di massima vicinanza con il mondo celeste, ma con l'alternarsi degli yuga questo rapporto con il divino via via si affievolisce, finchè al termine dell'ultimo yuga, il kali yuga, l'età oscura, gli esseri umani sprofondano totalmente nel materiale, fino a dimenticare del tutto la propria origine divina.
Terminato un kali yuga l'umanità si rigenera, ed il ciclo si ripete.
La fine del settimo manvantara di un kalpa corrisponde al periodo di massima decadenza.

Il nostro attuale kalpa è chiamato Era del Cinghiale Bianco, e sempre secondo tale concezione attualmente stiamo vivendo gli ultimi anni dell'ultimo yuga del 7° manvantara.
Ovvero, il periodo di massima decadenza possibile.
La mitologia greca similmente riprende la teoria dei cicli di decadenza, e chiama le quattro ere principali Età dell'Oro, Età dell'Argento, Età del Bronzo ed Età del Ferro, la nostra era.
La seguente raffigurazione,parzialmente tratta dal libro di Fabio Ragno "Iniziazione ai Miti della storia",schematizza tale divisione ed individua alcuni avvenimenti descritti dai testi tradizionali che hanno segnato l passaggi di era.



materializzato da Santaruina alle ore 11:18 | link | commenti (35)
trattasi di: esoterismo, miti e simboli

Commenti
#1    26 Marzo 2009 - 12:47
 
sempre interessanti i tuoi articoli, ma anche questa è un'illusione, ovvero è il mondo materiale e le "dimensioni vicine" che sono strettamente dipendenti e influenzate dai cicli e così anche l'uomo che però può liberarsi da questa trottola! Molti aderenti alle religioni orientali, specie l'induista, spesso credono che sia necessario soffrire e reincarnarsi in ogni forma di vita per giungere alla liberazione, nulla di più sbagliato, in questa dimensione noi siamo schiavi e il nostro scopo dovrebbe essere acquistare consapevolezza e liberarci delle varie trappole che limitano la nostra vera essenza,alla fin dei conti anche il tempo ciclico va a spirale e contiene un'idea quasi lineare del tempo (progressione verso qualcosa di migliore). Il tutto comunque è una gioco e tramite noi il divino si rispecchia in se stesso e impara a conoscersi e proprio per questo il tutto dovrebbe essere visto come un gioco: l'ironia è una delle qualità più belle dell'uomo!
utente anonimo

#2    26 Marzo 2009 - 13:20
 
restaurare omnia in Christo.
D'altronde la nostra essenza è la Sua Essenza...


Comunque ci deve essere qualcosa di errato...
-il 2012 non collima con il 2160.
Chi sta depisitando allora?
Chi sta complottando dietro la confusione delle cifre?

elementare watson: Gli Illuminati...

porco ddiavolo , ce 'o sapevo io!

:)

D.
utente anonimo

#3    26 Marzo 2009 - 14:09
 
Ciao Carlo,
...attualmente stiamo vivendo gli ultimi anni dell'ultimo yuga del 7° manvantara. Ovvero, il periodo di massima decadenza possibile.
Che culo, eh? :-)

Riguardo alla denominazione delle età preistoriche basata su metalli, credevo che la particolare sequenza degli stessi (rame -> leghe rame-stagno, cioè bronzo -> ferro) fosse dipesa dalle capacità degli uomini del tempo di ridurre detti metalli dai minerali in cui si trovano ed in seguito lavorarli tramite processi termici; dall'articolo, invece, la denominazione sembra scelta unicamente come metafora a sfondo spirituale: dal metallo più nobile in giù, a significare la vicinanza al celeste. Non si starà forzando un po' la mano... ?!?

Giorgio Venzo.
utente anonimo

#4    26 Marzo 2009 - 14:32
 
la sapeva lunga il nostro Battiato quando scrisse la canzone: L'era del cinghiale bianco...
e l'era dell'acquario...quando arriva?
;-)

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#5    26 Marzo 2009 - 15:33
 

Il tutto comunque è una gioco e tramite noi il divino si rispecchia in se stesso e impara a conoscersi e proprio per questo il tutto dovrebbe essere visto come un gioco: l'ironia è una delle qualità più belle dell'uomo!

L'ironia in effetti è la nostra arma più potente in questo mondo.
C'è qualcosa di realmente divino nella capacità di saper prendere con leggerezza la nostra situazione :-)

_________________


D.
-il 2012 non collima con il 2160.
Chi sta depistando allora?
Chi sta complottando dietro la confusione delle cifre?


Io penso che le cifre siano sempre indicative.
Il 2012 va per la maggiore grazie ai maya.
Nondimeno, alcuni sostengono che nel 2012 si avvierà un processo di grandi cambiamenti che avrà conclusione verso il 2100, o giù di lì, quando effettivamente si entrerà nella nuova era.
Siamo ovviamente nel campo delle ipotesi e della speculazione.
Ovviamente :-)

Blessed be

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#6    26 Marzo 2009 - 15:46
 



Giorgio
la denominazione sembra scelta unicamente come metafora a sfondo spirituale: dal metallo più nobile in giù, a significare la vicinanza al celeste. Non si starà forzando un po' la mano... ?!?

Dovresti farlo presente ad Esiodo, non a me :-)
Fu Esiodo il primo in Occidente, nel VII secolo a.C., a mettere per iscritto la teoria della quattro Età.
In verità, Esiodo introdusse anche una breve quinta Età, quella degli Eroi, che si poneva a cavallo tra l'età del bronzo e l'età del ferro.
Per alcuni gli eroi di cui parla Esiodo sono assimilabili ai giganti citati dalla Bibbia.

Comunque, Esiodo non fece altro che mettere per iscritto la concezione "decadente" della civiltà, concezione che all'epoca era comune a tutte le culture arcaiche.
Tutte le antiche culture infatti hanno nella loro tradizione dei miti in cui raccontano di una età dell'oro andata perduta, e di come gli uomini allontanandosi dal divino siano finiti in uno stato di sofferenza.

Comunque si considerino tali miti, è comunque degno di nota il fatto che una visione simile sia stata condivisa da culture distanti tra loro nello spazio e nel tempo.
A presto

_________________


Chapucer
Battiato scrisse quella canzone nel periodo in cui era totalmente immerso nello studio di questi argomenti.
Scrisse anche "il Re del Mondo", chiaramente ispirato all'omonimo libro di Guénon.

Per quanto riguarda l'età dell'Acquario, essa dovrebbe essere la prima Età della nuova era ascendente che dovrebbe iniziare dopo la fine del nostro"yuga".

Sul suo inizio preciso non vi sono dati certi.
Il 2160 è una delle date più citate, anche se molti sostengono che già nei prossimi anni l'umanità dovrebbe sentire "l'influenza" della nuova era.

Non ci resta che aspettare per scoprirlo, se effettivamente sarà così. :-)

Blessed be
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#7    26 Marzo 2009 - 16:41
 
Nonostante io abbia letto varie teorie evoluzionistiche, ho sempre immaginato che il tempo terrestre scorresse lungo una parabola con alla fine del ramo discendente l'incarnazione del Cristo. Naturalmente dopo l'impulso cristico il "ramo" risale ;)
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#8    26 Marzo 2009 - 18:26
 

Anche io penso che la concezione tradizionale dei cicli discendenti non sia assolutamente in contrapposizione con la dottrina cristiana.
Al contrario, mi pare che coincidano

Blessed be
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#9    26 Marzo 2009 - 20:55
 
2160

[..] Segnalo il post dell'amico Santaruina. Ottimo, come tutto il suo blog. http://santaruina.splinder.com/post/20180631/Il+Settimo+Manvantara [..]
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#10    26 Marzo 2009 - 21:24
 
...immersa nel mare della latitudine, immersa nel cielo della longitudine, aggrappata al meridiano del sogno, ho toccato la cipria dei baci del tempo. Linee astratte di concretezze evanescenti nella realtà della 'trascendente intuizione creatrice'. (rotolo, ma vorrei rotolare di più, jam)
utente anonimo

#11    26 Marzo 2009 - 22:23
 
rimango allibito da tanta somma di superstizioni...ma come si fa a credere a ste cose?
utente anonimo

#12    26 Marzo 2009 - 22:25
 
" Dall'armonia ,dall'armonia celeste, / questa struttura universale ebbe l'inizio/ Quando la natura sotto un cumolo d'atomi discordi giaceva / ed il capo non poteva levare,/ si udì dall'alto la melodiosa voce:/ "Sorgi,o più che morta!"./ Allora freddo e caldo e umido e asciutto/ ai loro posti balzano ordinati,/ al potere della MUSICA obbedienti./ Dall'armonia dall'armonia celeste questa struttura universale ebbe l'inizio:/ di armonia in armonia / percorse tutta la gamma delle note,/ chiudendo appieno il suo diapason nell'uomo[...] ./ Come per il potere di sacre melodie/ incominciarono a muoversi le sfere / cantando le lodi del sommo Creatore / a tutti i superni beati,/ così, quando l'ultima ora terribile / divorerà questa cadente scena,/ in alto si udirà la TROMBA ,/ viranno i morti, moriranno i vivi/ e dalla MUSICA verrà la scordatura del cielo. J.DRYDEN .


"A Song for St. Cecilia's Day"
mi è venuto di commentare il tuo post attraverso queste splendide parole.

.........ciao Carlo come sempre ottimo lavoro.....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gigipaso

#13    26 Marzo 2009 - 23:07
 

Jam, il meridiano del sogno... :-)

_____________


Anonimo #11, me lo chiedevo anche io; ma dove andremo a finire?

_________________


Ciao Gigi
bellissimi davvero i versi riportati.

Blessed be
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#14    27 Marzo 2009 - 11:21
 
Bah...Superstizioni!



Ad ogni modo Santa, è doveroso scoprire qualcosa riguardo a Origene che probabilmente non fu condannato nel concilio secondo di costantinopoli.
Ciò è urgente come comprendere la possibile fallibilità del magistero papale nella sua esplicazione ordinaria ( dogma e concili in comunione con il Santo Padre sono straordinari...e voglio sottolineare concili ) almeno da parte occidentale.
Ma gioverebbe in toto, dato che una reale comprensione non può far sussitere differenza tra non calcedonesi, romani orientali e romani occidentali.

credo, per integrare ahimé il n.1 , che esso esprima una prospettiva vista da qui.
E' questo uno dei problemi, perché si esprime da qui.
Dal non punto di vista, dove universalmente Egli è, non ha senso.

Visto che non sono un saggio, né un camminatore, mi fa piacere sempre ri-cordarmi di ciò.

Diciamocelo...il NOSTRO "Dio" rompe proprio le scatole.
Questo è un problema.


A riguardo del mantavara mi sono comuqnue da profano, sempre chiesto come mai la processione degli equinozi sia sballata.
Da ciò deduco ce è tutto falso...

:)


Buona giornata

D-
utente anonimo

#15    27 Marzo 2009 - 11:25
 
Non volevo scrivere che non ha senso il commento dell'anonimo, cioé...lo volevo solo pensare!

:D

No pensavo che ad ogni modo sia sempre congruo ricordarsi che il Signore dica semrpe questa bella frase:
"Io sono io e voi non siete un cazzo"

Sarà che le derive sentimentaliste che la romanità occidentale mi hanno un po' stancato.

D


utente anonimo

#16    27 Marzo 2009 - 19:28
 
Io superstizione per superstizione non sottovaluterei mai ciò che il cielo ci racconta.Per chi lo sa interpretare.Le sue meccaniche celesti per stare in tema con Battiato.E nemmeno della terra con le sue ciclicità fertilistiche non diffiderei.Di certo essi non tradiscono l'uomo.Poi ognuno la pensa come la vuole ma piuttosto di una carta di credito...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tristantzara

#17    27 Marzo 2009 - 21:25
 
Eee,

carissimo Santa.
Siamo vicini alla fine e non c'è pericolo di sbagliare, visto che i demoni scorrazzano indisturbati qua e là.

Vale in Domino

Petrus
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente fraterPetrus

#18    28 Marzo 2009 - 01:13
 

Ciao D.
in che senso dici che la precessione degli equinozi sia sballata?

____________


Tristan
Probabilmente la vera superstizione sta nel venire a conoscenza di una serie di enormi conoscenze condivise da popoli antichi lontani tra loro e fare spallucce.
A presto :-)

____________


Caro Petrus
allora li ha notati anche lei :-)
Non poteva essere altrimenti

Blessed be
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#19    28 Marzo 2009 - 08:05
 
Io penso che queste che chiami “conoscenze condivise” possano certamente possedere una valenza di rivelazione nella dimensione psicologica, in particolare nell’evidenziare le modalità universali dello struggente e patetico tentativo dell’uomo di antropomorfizzare la natura, per dissolverne e cancellarne l’evidente indifferenza nei nostri confronti. Insomma l’opposto di ciò che ci racconta il “dialogo della Natura e di un islandese”. Ci si può accostare a queste “tradizioni” (peraltro ricolme di orrori sacrificali) con il dovuto rispetto, separandone le componenti ancora valide, un po’ come fa Jung nei confronti dell’alchimia. Ma è altresì evidente che, “prese alla lettera”, si tratta di palesi menzogne. Vi è un confine nel senso critico, nell’epistemologia implicita di ciascuno, il cui superamento produce dei risultati tipici: la moltiplicazione delle entità: angeli e figure spirituali di ogni tipo cominciano ad abitare il mondo, proiettandosi nelle situazioni e nei discorsi. Nella logica formale troviamo una bizzarra legge: “una proposizione falsa implica tutte le altre (vere o false che siano)”, così, una volta abbandonato il rigore possiamo attingere a tutte le figure capaci di sollazzare il nostro sentimento, ed alle quali la natura rimane ovviamente sovranamente indifferente. E quanto patetici quei tentativi di ritrovare in essa “sezioni auree” ed altri nostri ammenicoli poetici: un’analisi più attenta e meno sentimentale li dissolve invariabilmente nel ridicolo: la verità è che tutti i fachiri dell’India non sono mai riusciti a far levitare nemmeno un capello. Tuttavia abbandonare il rasoio di Occam: “entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem” ha i suoi costi ed i suoi benefici, e le società umane sono talmente variegate e complesse da non ammettere prescrizioni rigide.
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#20    28 Marzo 2009 - 11:00
 

Ciao Elio
secondo me invece il discorso è molto più ampio, e non si può liquidare così facilmente.
Le spiegazioni "psicologiste" moderne inoltre sono, esse sì, frutto di grezza superstizione.

ogni tentativo di valutare le culture e le conoscenze dei popoli arcaici senza nemmeno conoscerne il linguaggio porta decisamente a conclusioni banalizzanti, ovvero moderniste, e riduttive.

L'errore principale di una certa storiografia è il voler definire per mezzo dei parametri contemporanei concetti espressi attraverso un linguaggio il cui significato simbolico resta quasi del tutto ignoto.

Chiamare, per esempio, superstizioni i miti arcaici è come ritrovarsi davanti un libro scritto in giapponese e sostenere che si tratti solo di scarabocchi senza senso, solo perchè si ignora la lingua giapponese.

L'atteggiamento sufficiente di molta ricerca contemporanea è molto simile.

Anche se, occorre dirlo, lo scientismo dogmatico positivista ottocentesco gode sempre di meno favori.

A presto
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#21    28 Marzo 2009 - 19:09
 
Mi dispiace se le mie parole sono suonate come una liquidazione, non era mia intenzione. Non ho parlato di superstizione.. Jung non considerava certo superstizione i discorsi dell’alchimia, ma ovviamente neppure li prendeva alla lettera. Penso che il suo fosse un buon esempio di approccio scientifico ma non scientista.
Ciao
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#22    29 Marzo 2009 - 11:36
 

Ciao Elio
Jung tentò di dare ai testi alchemici una interpretazione psicologista, volendo così far rientrare la conoscenza ermetica all'interno del paradigma che gli era proprio.
Una forzatura, a mio parere, anche se non va sottovalutato il tentativo di comprendere una disciplina che veniva considerata dalla scienza ufficiale dell'epoca null'altro che una serie di confusi deliri privi di senso.

Ma ritengo ancora più interessante il passo che Jung fece nel tentare di comprendere l'origine di quella realtà che venne chiamata "conoscenza condivisa", alla base della trattazione degli archetipi.

Jung scoprì, anche per mezzo dell'analisi dei sogni di alcuni suoi giovani pazienti, che essi riferivano di simboli e miti che appartenevano ad un passato remoto, e che spesso i pazienti stessi non potevano minimanete conoscere, come nel caso di alcuni suoi pazienti-bambini.

Per tentare di dare una spiegazione "scientifica" Jung introdusse il concetto di Archetipo, ma così facendo spostò solamente la questione ad un livello superiore.

Per il semplice motivo che la scienza moderna non era minimamente in grado di affrontare e dare risposte a tali tematiche.
Non perchè la scienza moderna non fosse valida o fosse fallace, ma sempicemente perchè il suo campo di applicazione è un altro.

A presto
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#23    29 Marzo 2009 - 12:04
 
Egregio Santa,

non solo li ho notati ma faccio una divagazione per cui non mi preme usare il plurale impersonale.
Credo che gli stessi tumori non siano che l'insediarsi di spiriti dell'aria negli organismi umani cellulari. Questi tumori hanno un'organizzazione pari a quella dell'intelligenza vegetale e animale. Impossibile non avvedersene.

Vale in Christo!

Petrus
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#24    29 Marzo 2009 - 16:24
 
Ok, tutto chiaro. Mi è pragmanticamente utile sapere che qui si supera la scienza. Ciao
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#25    29 Marzo 2009 - 18:13
 

Elio, non è propriamente così.
Sicuramente vi sono argomenti che esulano dalle competenze della scienza contemporanea.
Io personalmente al massivo vi posso accennare, nulla più.
A presto

_____________


Petrus
tema enorme quello delle influenze erranti..

Blessed be

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#26    29 Marzo 2009 - 22:34
 
... i fachiri d'india non hanno lievitato nemmeno di un capello e non lieviteranno mai, proprio perché lievitano sempre, continuamente, e la luminosità di questa lievitazione é talmente forte che acceca e la rende invisibile ai non preparati , quelli che non sono pronti non hanno "la Visione", ma soltanto le visioni dell'opacità della materia. " E gli daro un altro cuore e mettero fra di voi uno Spirito nuovo", Ezechiele 11,19. Coloro nei quali non é avvenuta l'alchimia, o che sono soltanto ai primi passi, non potranno vedere, oppure anche vedendo non capiranno. Fra l'altro, è questo un modo di proteggere il Tesoro. ciao! jam
utente anonimo

#27    30 Marzo 2009 - 14:39
 

Pare che a volte non basti una vita per imparare a vedere.

Blessed be
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#28    30 Marzo 2009 - 19:43
 
Io posso convenire che la scienza dovrà farsi estremamente più sottile ed "intelligente" di quanto sia riuscita ad essere fino ad ora per rendere davvero giustizia alle conoscenze iniziatiche ed esoteriche alle quali credo vi stiate riferendo. Ma la scienza, pur ponendo, implicitamente ed esplicitamente, dei requisiti formativi, non può far proprie delle istanze di segretezza e questo rappresenta un punto cardine del suo valore emancipativo.
Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente elio_c

#29    31 Marzo 2009 - 01:01
 

Sono campi di azione diversi.
la scienza positivista ottocentesca va bene per risolvere le questioni del nostro vivere quotidiano, per far funzionare un motore o per calcolare l'area di un campo.

Poi ci sono altre questione, che vanno affrontate in altri modi.
Altre questioni che non necessitano di venire a conoscenza di saperi "occulti" o segreti, per essere comprese.

E' sufficiente imparare e comprendere un determinato linguaggio, a disposizione di tutti.

Blessed be
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#30    31 Marzo 2009 - 09:23
 
Caro Carlo, penso di aver rotto abbastanza sulla questione. Non mi piace la formulazione che vede la scienza ridotta ad una caricatura (positivismo ottocentesco) dimenticando almeno un secolo di sforzi che di positivistico avevan sempre di meno, lavorando duramente sull'irriducibile opposizione fra scienze della natura e scienze dello spirito. Ma si tratta di un'insoddisfazione secondaria: in un certo modo riesco a tradurre la tua posizione in termini a me accettabili. Ma se anche non ci riuscissi, non vi sarebbe ancora motivo di accanimento: penso che una pluralità di metodi, finanche contraddittori, può risultare comunque utile, specie nelle condizioni non certo ideali nelle quali l'umanità da sempre opera. Se per dispiegare un certo tipo di pensiero è necessario ancorarsi remotamente ad un certo tipo di fede (in entità “spirituali” autonome dalla materia) ebbene si faccia, io rimango pragmaticamente interessato a vedere cosa se ne cava. Nel tuo lavoro, mi ha incuriosito molto il contrasto fra un argomentare sempre lucido e razionale e “concessioni” (o “aperture”) che a me paiono abbastanza inusitate ed incaute, ma che non sembrano compromettere (almeno direttamente) la prima dimensione. Continuo dunque a seguirti amichevolemente, pur mantenendo le mie riserve di carattere teorico e metodologico. Ciao
utente anonimo

#31    31 Marzo 2009 - 10:24
 

Ciao Elio
le tue obiezioni sono ben accette.

Riguardo la scienza moderna, la sua pecca consiste, a mio parere, nel escludere a priori un tipo di ricerca che sarebbe davvero in grado di completare l'uomo nella sua crescita.

Guénon parlando di questo fatto notava come la civiltà moderna sia stata la prima nella storia a "credere" fideisticamente solamente a ciò che credeva di percepire con i cinque sensi.

Per quanto riguarda quelle che tu chiami "aperture", tieni sempre presente che sono uno che nel suo profilo scrive "mi interesso di ciò che esiste e non si vede" :-)

Ma non c'è alcuna contraddizione in questo con il resto delle argomentazioni.
In fondo, è proprio il nostro pensiero razionale e la nostra capacità logica che ci indicano i limiti del "pensiero scientifico".

A presto
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#32    31 Marzo 2009 - 10:29
 
...forse occorre precisare che i mistici sono anche dei grandi scienziati. Consideriamo Ibn'Sina cioè Avicenna che oltre alla sua metafisica delle essenze e la sua angeologia, ha redatto il Canon un libro medico scientifico che é stato la base delle università europee (Paris, Bologna, Padova ecc.) per più di quattro secoli. Quello che si cerca di dire é che la ragione da sola non basta , occorre anche l'intelletto agente cioé l'occhio del cuore. ciao! jam
utente anonimo

#33    31 Marzo 2009 - 10:59
 

la ragione da sola non basta , occorre anche l'intelletto agente cioé l'occhio del cuore

ottima sintesi :-)

Blessed be
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#34    31 Marzo 2009 - 16:02
 
Eh si Jam! ti saluto qui clorosamente, ti trovo spesso in giro eheh.

Santa era per fare una battuta.Non è sballato è così, però in effetti in ogni Ciclo c'è un pezzetto di "processione" che avanza

Ciao
utente anonimo

#35    01 Aprile 2009 - 00:24
 

sono sempre cifre "indicative" :-)

Blessed be
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