Osservando ciò che è velato.
Nel toccare il delicato tema delle origini del popolo ebraico, la prima difficoltà in cui si incorre è il tentativo di dare una definizione al termine “ebreo”.
Mentre è facile stabilire chi sia cristiano o musulmano, l’ebraismo è qualcosa che va al di là del semplice essere seguaci di una religione.
Anche gli ebrei non credenti infatti rimangono ebrei, a differenza ad esempio dei cristiani che una volta abbandonata la fede non si considerano più tali.
Wikipedia, la fonte imparziale della rete, dà la seguente definizione di ebraismo:
l'ebraismo è considerato anche, se non soprattutto, un carattere culturale ereditario. Per cui ebreo è anche un termine usato per definire un popolo, non solo "popolo" in senso spirituale, come può essere considerato per persone di etnie diverse ma di un'unica religione, ma anche "popolo" come gruppo parentale, etnico.
Nell'accezione comune moderna, si parla di "ebrei" in caso di
All’interno della comunità ebraica è generalmente considerato ebreo chi nasce da madre ebrea, è questo conferma il fatto che l’ebraismo è un carattere che si trasmette col sangue.
Non a caso, esistono anche istituti che si offrono di compiere delle analisi del DNA per scoprire se si possiedono le caratteristiche genetiche per essere considerati ebrei.
Ma proprio questo soffermarsi sulle caratteristiche genetiche porta a dei sottili paradossi.
Come ben spiega il rabbino Marcello Goldstein, presidente della Scuola talmudica dl Trieste, in questa intervista rilasciata nel 2002:
intervistatore: Tornando al rapporto tra arabi ed ebrei, sembra che siano state fatte delle analisi del Dna dalle quali risulta che tra israeliani e palestinesi ci sia poca differenza. E’ vero?
Rabbino Golstein: "Il cromosoma Y, che è tipico del maschio, dalle analisi risulta essere molto simile tra gli ebrei di varie provenienze: quelli biondi della Polonia, gli yemeniti dalla carnagione scura, quelli del Marocco, ecc. E i palestinesi risultano avere lo stesso cromosoma Y".
Intervistatore: Questo cosa significa?
Rabbino Golstein: "Potrebbe significare quello che da tanti è stato detto: il nucleo centrale della popolazione palestinese sarebbe la popolazione rurale che i romani non erano andati a cacciare dai singoli villaggi e che con l’avvento dell’Islam fu islamizzata".
Intervistatore: Quindi una popolazione . . .
Rabbino Goldstein: "Una popolazione dal punto di vista razziale di origine ebraica più pura degli stessi ebrei, di origine totalmente abramica.
I cromosomi di Abramo si trovano nei palestinesi".
Osservando quindi l’attuale conflitto tra gli israeliani e i palestinesi, ci troveremo di fronte ad un curioso paradosso: avremmo da una parte un popolo che rivendica il possesso della Palestina in virtù della sua lontana parentela con le genti che abitarono quella terra 2000 anni fa, ma che probabilmente discende in gran parte da popolazioni caucasiche convertitesi all’ebraismo nel tempo di Carlo magno; dall’altra parte, nelle vesti del popolo che deve lasciare spazio a queste genti, abbiamo invece i diretti discendenti di quegli israeliti che, sempre secondo le Sacre Scritture, fecero il patto con Dio per possedere quella terra.
I veri discendenti del popolo ebraico, in altre parole.
Come lo stesso Rabbino Goldstein, e gli amanti dei test del DNA sulla purezza genetica ci confermano.
Si veda anche: Come fu inventato il popolo ebreo
di Shlomo Sand, storico e professore all'Università di Tel Aviv
