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May the wind be always
at your back.
May the sun shine warm
upon your face.
And rains fall soft
upon your fields.
And until we meet again,
May God hold you
in the hollow of His hand.
giovedì, 16 ottobre 2008

City of Light

Immagine tratta da nero.noblogs.org


Coloro che hanno costruito la città di Milano hanno fatto in modo che gli edifici e le strade si potessero mimetizzare col suo cielo.
Grigie strade ai piedi di grigi palazzoni, sotto un grigio cielo.
Ed anche la nebbia ha vagato a lungo prima di trovare in Milano la sua giusta dimora.

E come può, alla lunga, questo grigio non entrare dentro anche alle persone che sotto quei cieli si muovono, su quelle strade corrono, dentro quei palazzoni mangiano e dormono, che il tempo è quello che è.

A Milano.
A Londra.
A Kuala Lumpur.
A New York.
In città.






materializzato da: Santaruina alle ore 23:31 | link | commenti (17)
trattasi di: parentesi

Commenti
#1   17 Ottobre 2008 - 00:11
 
Lo spazio antropico. Posso dire che sia uno dei due o tre miei argomenti preferiti, non tanto di discussione, ma di esplorazione. Penso - brevemente - che l'urbanizzazione come si è affermata nel ventesimo secolo, sia un fenomeno mostruoso al pari della concentrazione finanziaria, e che sia un fenomeno intenzionalmente prodotto come l'inflazione monetaria. Se si esplora bene l'argomento antropico, salta agli occhi che NON C'E' NESSUN BISOGNO che così TANTI uomini, sulla terra, abitino in modo così stretto gli stessi spazi... (Anche in Grecia per esempio, la conurbazione di Atene non ha alcun senso). Queste nostre città sono un'invenzione, non una necessità. Come la Borsa e la Cartamoneta.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente messier

#2   17 Ottobre 2008 - 12:13
 

Atene è stata una follia.A metà dell'ottocento contava dai 10.000 ai 30.000 abitanti.
Ora nel suo agglomerato vivono circa 4 milioni di persone, e la Grecia intera ne conta 10 milioni.

Una follia.
Eppure, è stato un modello di sviluppo voluto e perseguito, dritti verso il disastro.
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#3   17 Ottobre 2008 - 17:36
 
mi vien mente un film di Totò , che mi fa sorridere :-),
purtroppo è aggosciante il grigio, che copre città e l'anima,
ma sopa , il sole splende ugualmente,
e il calore umano non si spenge nella nebbia...
ma cè da dire, che architetti d'oggi pensano da ricavare tanti guadagni,
e sono blendati quando passeggiano nei centri storici.....
un caro saluto e
buon fine settimana!
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#4   17 Ottobre 2008 - 21:52
 
Cielo grigio, ma non è il grigio avvolgente ed ossianico delle nebbie naturali, ma il grigio cadaverico e livido creato dagliaerei chimici...

Ciao

Zret
utente anonimo

#5   17 Ottobre 2008 - 22:50
 
Per chi come me, ad ogni mattino, si è svegliato per anni con la finestra che dava sul tristemente famoso "serpentone" di Corviale a Roma, robe del genere non sono una novità.
E' la folle ricerca dell'assoluto, di innalzarsi fino a toccare il cielo del loro Dio, dove al confine ideale di un orizzonte ed un sole che ne illumina i limiti si contrappone la "verticalità" senza punti di riferimento.

Sentite condolianze alla civiltà tutta.
Gustatevi il video

http://video.google.com/videoplay?docid=-8375329710337079120&hl=it

ciao
Salvatore
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#6   17 Ottobre 2008 - 23:32
 

Ciao Havedream, personalmente di fronte al Corviale sono sempre rimasto incredulo.
Mi pare una autentica follia, ed ancora non riesco a comprendere con quale coraggio e con quale spregiudicatezza sia stato possibile edificare una simile calamità.
E' un pensiero utopico, o meglio distopico che prende forma, del tutto indifferente all'essere umano che vi andrà ad abitare, che in quello spazio dovrà vivere.
Ma il problema nasce nel momento in cui l'essere umano è visto come una macchina con delle esigenze da soddisfare.
Un pensiero ereditato dai primi teorici del modernismo dell'inizio del XX secolo.
E' un argomento enorme...

_______________

Qualquna, una prima domanda che chi si occupa di architettura si dovrebbe porre è perchè le persone quando hanno un pomeriggio libero lo passano al "centro storico", e fuggono dalle "periferie moderne" come si fugge da una malattia.
A presto

__________

Zret, è come dici.
Ed ormai la visione di un cielo blu, di un blu vero, diviene un evento eccezionale.
Pochi giorni all'anno.
E li ci si accorge di cosa ci stanno rubando.

Blessed be
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#7   18 Ottobre 2008 - 00:15
 
io la nebbia a Milano non la vedo da un po'...

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Asoka

#8   18 Ottobre 2008 - 00:31
 

In effetti gli apprendisti stregoni dei cieli hanno ulteriormente incupito il cielo e diradato la nebbia, negli ultimi anni.
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#9   18 Ottobre 2008 - 14:28
 
D'incredibile effetto la metafora (in realtà pura verità) di come l'ambiente condizioni le persone...davvero bello e malinconico questo post..

Un caro saluto

Giacomo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sadlandscape

#10   18 Ottobre 2008 - 18:32
 

Ciao Giacomo
purtroppo il grigio è un colore reale.

A presto.
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#11   18 Ottobre 2008 - 22:56
 
...forse perché sono allucinata, io vedo bianche yurte,ger, dappertutto, quelle che fanno diventare il cielo blu, anche quando é grigio. La ruota centrale del soffitto é un sole in legno/luce, soffitto sostenuto dai suoi raggi e dall'apertura centrale , chanirak,esce il fumo della stufa piazzata in corrispondenza al suolo, in mezzo alla ger, fuoco, centro del mondo albero sacro che sprigiona la vita-fuoco-luce e con il quale si dialoga con l'invisibile. I 'muri' sono in feltro di yack e montone; lana battuta e trasformata per diventare nuvola di sogno eterno, tappezzante pareti delle praterie celesti delle steppe che rachiudono gli umori del clima, pioggia neve sole vento, ma soprattutto i messaggi-essenza della spiritualità sudata a calde e fredde lacrime di sacrificio che oltrepassano la barriera del tempo, e vivono nell'altra realtà, fotografia luminosa del Suo amore. Chanirak buk boleçiniz, bossara berik boleçiniz!!!( che il tuo chanirak sia alto, che i pilastri della tua porta siano forti e potenti, cioé che i due punti d'entrata della tua yurta, siano nel migliore stato possibile per comunicare con Dio.) ciao! jam
utente anonimo

#12   19 Ottobre 2008 - 11:11
 
Sentendo questo video ho l'impressione che il grigio sia entrato anche nella musica. La chiamano gotica, ma io del gotico ho un'altra idea.
Ciao Carlo, a presto
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#13   19 Ottobre 2008 - 15:19
 
mi viene in mente metropolis di georg grosz, sebbene i colori siano tutt'altro che grigi...

un saluto :-)
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#14   19 Ottobre 2008 - 18:54
 

Jam, dove vivi tu è più facile per le persone essere azzurre dentro :-)
____________

Enza, trattasi dei Theatre of Tragedy nel lor periodo industrial-gothic.
Ho scelto questa canzone perchè mi pare esprima assai bene il ritmo metropolitano.
A presto :-)
________________

Ciao Ceci
Metropolis era visionaria, però vi erano delle intuizioni notevoli.
E' curioso perchè a volte sembra che le siano le creazioni reali ad inseguire le visioni dell'arte, e non il contrario.

Blessed be
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#15   19 Ottobre 2008 - 22:55
 
Bello questo scambio musicale ;)
Grazie :)
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#16   20 Ottobre 2008 - 00:23
 

Prima o poi posterò qualcosa dei Theatre of Tragedy del loro periodo Melodic-doom- Gothic e allora sarò curioso di sentire il tuo parere :-)

Blessed be
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#17   20 Ottobre 2008 - 10:23
 
Aspetto con curiosità :)
Buon lunedì!
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Commenti