Osservando ciò che è velato.

da "Annozero", commedia in atto unico,
di Giorgio Mattiuzzo
La situazione è dunque quella di una teoria che non regge alla prova sperimentale, o meglio l'esperienza non conferma la teoria.
La logica ovviamente impone, quando la teoria non viene confermata dal dato sperimentale, di modificare la teoria; ma questo è molto difficile.
Modificare la propria teoria, cioè la propria visione del mondo, è infinitamente più difficile che ignorare quello che la nostra esperienza ci dice.
Ed è proprio questo il caso. La teoria della ggente è che la guardia insegue il ladro.
E' ovvio che sia così.
Qualsiasi persona di buon senso non ha alcun bisogno di dimostrare una verità tanto palese.
Lo insegnano fin da bambini a scuola, nelle lezioni di educazione civica; lo si vede in tutti i film e telefilm, che la guardia insegue il ladro.
E' così che deve funzionare, accidenti! E' ovvio!
E allora cosa sta succedendo se dove vado io i ladri non scappano e la polizia non li insegue?
Perché no? Cosa c'è che non va? Ma è ovvio! Vuol dire che non ci sono abbastanza poliziotti, vuol dire che non ci sono leggi abbastanza severe, vuol dire che questi se ne fregano della polizia, e allora mandiamoli via, tutti! Tutti!
Perché la guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro. La guardia insegue il ladro.
La guardia insegue il ladro, vero?
Però sono appena venuti a rubare in casa mia, chiamo i Carabinieri e questi per poco non si mettono a ridere.
Ridono, ma io potevo anche rimanerci.
Vedo gli spacciatori davanti alla stazione, come li vedo io li vedrà anche la Polizia, perché non vanno lì a fermarli?
Anni e anni di educazione civica e televisione hanno istruito il cittadino a negare qualsiasi dato sperimentale che non si adatti alla teoria della “guardia che insegue il ladro”.
E' questo un concetto talmente radicato nella mente del cittadino che nessuna realtà lo scuote.
E' inutile tacciare di xenofobia chi, invece, è semplicemente vittima del processo di rimozione inculcato dall'educazione.
Perché quando il “razzista” si incazza e grida perché la polizia se la prende con i cittadini onesti e lascia stare i delinquenti, ha ragione.
Solo che il “razzista” non ne trae la conclusione che volontariamente la polizia, cioè lo Stato, persegue gli onesti e lascia in pace i delinquenti, ma – forzato da anni di educazione a carico dello Stato – chiede che ci sia più polizia, cioè più Stato.
Bisogna invece prendere atto, tutti quanti, che le guardie non inseguono i ladri.
Le guardie se ne fottono dei ladri. Le guardie sono lì per controllare noi, non i ladri.
Bisogna ritornare ai tempi in cui i cittadini erano contadini ignoranti e analfabeti, e sapevano che la guardia era lì per loro.
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