Osservando ciò che è velato.
Nel 1972 un gruppo di scienziati, imprenditori, studiosi, conosciuto con il nome di Club di Roma pubblicava un rapporto dal titolo emblematico, destinato a divenire una sorta di Bibbia laica nel corso dei decenni successivi.
Il libro in questione si intitolava "I limiti dello sviluppo", e in esso veniva espressa somma preoccupazione per l'uso che l'umanità stava facendo delle risorse del pianeta.
Il rapporto prevedeva scenari apocalittici, e gli studiosi preoccupati cercavano di esporre le loro soluzioni per evitare il collasso del pianeta Terra.
E qui già emergeva una questione interessante: non era la sorte del genere umano a preoccupare gli studiosi, ma quella del pianeta.
Infatti, la soluzione che emerge tra le righe del rapporto non punta verso un rapporto più ragionato dell'uomo nei confronti della terra che lo accoglie e lo sostiene, ma indica quale soluzione la riduzione drastica del genere umano.
Aurelio Peccei, fondatore del club,espresse chiaramente questo concetto:
“Cercando un nuovo nemico contro cui unirci, pensammo che l’inquinamento, la minaccia dell’effetto serra, della scarsità d’acqua, delle carestie potessero bastare ...
Ma nel definirli i nostri nemici cademmo nella trappola di scambiare i sintomi per il male.
Sono tutti pericoli causati dall’intervento umano ...
Il vero nemico, allora, è l’umanità stessa”.
Il vero nemico di questi luminari è l'umanità stessa.
Io che scrivo, voi che leggete, per essere ancora più chiari.
Il Club di Roma fu un gruppo di lavoro sostenuto dai capitali dell'alta finanza e legato a doppio filo con strutture militari quali la Nato.
Peccei fu per trenta anni a capo del Consiglio Economico dell’Istituto Atlantico, una succursale civile della Nato, e fu a lungo tra i maggiori dirigenti della Fiat di Gianni Agnelli.
Secondo lo studioso dr. John Coleman:
“il Club di Roma è un gruppo di copertura, un matrimonio tra i grandi investitori anglo-americani e delle vecchie famiglie oligarchiche europee. La chiave per la riuscita del controllo globale sta nella capacità di provocare e quindi di gestire grandi crisi economiche”
Il Club di Roma viene finanziato dall’istituto German Marshall Fund, un nome alquanto neutro che non richiama oltremodo l’attenzione.
I suoi membri, tra i quali molti appartenenti anche alla NATO ed al Club di Roma, comprendono tra gli altri David Rockefeller, Gabriel Hague della compagnia Hanover Trust, Milton Cage presidente della Ford Foundation, il principe Filippo di Inghilterra, mr. B.R. Gifford, presidente dell’Istituto Russel Sage Foundation, Guido Goldman dell’Aspen Istitute.
Il German Marshall Fund finanziò per cinque anni anche la Nato.
L'aspetto interessante dell'operato del club di Roma consiste nel fatto che la sua propaganda è riuscita a fare breccia nelle menti delle persone informate e maggiormente sensibili alla sorte del nostro pianeta.
Vi sono infatti diversi tipi di propaganda.
Vi è la propaganda dozzinale, di basso livello, studiata per raggiungere gli strati meno istruiti della società, e a questa categoria appartiene ad esempio la propaganda attentamente pianificata da Goebbels nel Terzo Reich, e vi è poi la propaganda concepita per le persone “colte”, costruita appositamente per fare breccia sui sentimenti migliori delle persone, e sfruttarli per fare passare il proprio messaggio.
Il problema dell'inquinamento infatti è un problema reale, così come è alquanto logico che l'ecosistema ha un suo equilibrio che tende a ripristinarsi da solo quando subisce delle variazioni eccessive.
I gruppi di studio mondialisti come il Club di Roma, partendo da una analisi della situazione arrivano a proporre quale soluzione al problema quello che è il loro vero obiettivo.
In questo caso abbiamo un problema reale, quello ambientale, usato come scusa per esporre un programma preciso, ovvero la riduzione della popolazione mondiale.
Queste elite agiscono spinte innanzitutto da un odio profondo nei confronti del genere umano, o per meglio dire, nei confronti degli elementi sacrificabili del genere umano, ovvero tutti coloro che non fanno parte del loro circolo elitario.
E la loro propaganda ha avuto un successo enorme, proprio negli strati “colti” della popolazione, esattamente come avevano pianificato.
si veda anche: Bilderberg and Club of Rome
