La scienza ufficiale indica che l’era del leone va dal 10900 all’8700 a.C. quando inizia l’era del Cancro; seguono i gemelli nel 6540 a.C., il Toro nel 4360 a.C., l’Ariete nel 2220 a.C. e i Pesci nel 65 a.C.
Una cerchia di ricercatori, tra cui spicca il professor De Santillana, ha espresso l’opinione che le varie ere zodiacali influenzino notevolmente la simbologia con la quale si esprime la religiosità dei popoli.
L’era del Toro, ovvero l’epoca in cui il sole pare sorgere nell’omonima costellazione, iniziò circa nel 5° millennio avanti Cristo e si concluse circa nel 3° millennio a.C.
Questo periodo è caratterizzato dalle divinità “taurine”.
Basti pensare alla civiltà minoica, che ancora teneva ricordo di questo periodo, oppure alle divinità mediorientali, baal, moloch.
La figura del toro inoltre è direttamente collegata con la mezzaluna, che riproduce nelle corna, e quindi al culto lunare-femminile-matriarcale.
Non a caso questo periodo è caratterizzato dal culto delle grandi madri, che con le divinità taurine erano in simbiosi.
Successivamente arriva l’età dell’Ariete.
L’ebraismo fu il protagonista in assoluto di questa era.
Infatti nella simbologia religiosa diviene protagonista questo animale, e i suoi “parenti”.
Basti pensare al sacrifico di Abramo, alla figura del capro espiatorio, all’agnello.
Quando Mosè riceve le tavole della legge, il popolo in sua assenza si mette ad adorare, nuovamente, un vitello d’oro.
Simbolo del vecchio culto che ancora resiste, e che Mosè definitivamente rimuove.
Ma una volta che una nuova simbologia fa la sua comparsa, quella antica non scompare mai del tutto.
Piuttosto, assume connotati demoniaci.
Così le divinità taurine del passato divengono i demoni della nuova simbologia religiosa.
Moloch diviene un Dio malvagio ed assetato di sangue, Baal diviene baalzebub, signore dello sterco.
Nel frattempo in Grecia, caduta la civiltà minoica, ci si trova nell’epoca della religiosità Dionisiaca, la religiosità del popolo.
E Dioniso è raffigurato spesso con la testa di capro, le baccanti adorano e si nutrono del capro sacro, il dio pan ha zampe caprine.
E’ l’epoca dell’Ariete.
Ed anche questa epoca cede il passo a quella successiva, l’era dei pesci, la nostra, che inizia pochi anni prima di Cristo, e sta per concludersi.
Il pesce è il simbolo di Cristo e dei primi cristiani, l’ultimo agnello viene sacrificato nel tempio di Gerusalemme che poi verrà distrutto da Tito.
L’era dell’ariete finisce, ed ancora una volta, la vecchia simbologia non scompare del tutto, ma diviene demoniaca.
Così per il cristianesimo satana ha testa di caprone, esattamente come per gli ebrei baalzebub aveva forme taurine.
Il processo è identico.
Il processo di demonizzazione della vecchia religiosità non è solamente simbolico, e non è nemmeno da considerarsi come un trucco dei nuovi sacerdoti per screditare i loro predecessori.
Ogni rappresentazione attraversa una fase vitale, nasce, cresce, muore.
Una volta morta, attira su di sé le influenze malefiche della “decomposizione” di una era.
Il linguaggio è allegorico, ma visto il carattere del tema non ne esiste uno migliore.
Chi persiste negli antichi culti, alimenta i “cadaveri psichici”, non a caso i movimenti satanisti si rifanno alle simbologie “defunte” del passato, dagli adoratori di moloch, che dimostrano quindi una conoscenza esoterica notevole, a quelli del “caprone”, i più noti satanisti occidentali.