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giovedì, 08 marzo 2007

Darwin III

Personalmente credo che se proprio vogliamo fare una teoria sull’origine dell’uomo e della vita in generale dovremmo inizialmente studiare quelli che sono i dati che abbiamo a disposizione.
Nel nostro caso, sappiamo che esistono specie che da milioni di anni non sono cambiate di una virgola, come gli squali, specie che esistevano e sono scomparse, specie che paiono comparire dal nulla.
Quello su cui ci possiamo basare sono i resti fossili in qualche modo giunti fino a noi.
Per quanto riguarda l’uomo, tutta la classificazione in abilis, erectus, pimpantis, sapiens, bergamascus, ecc., si basa su resti che si potrebbero disporre su di un tavolo da cucina.

In più, molte di queste ossa appartengono chiaramente a scimmie, come scimmia era la famosa Lucy, classificata come nostra progenitrice.
Per la datazione di queste ossa ci si basa sugli strati geologici in cui vengono ritrovati.
Se un osso viene trovato in uno strato geologico risalente a 2 milioni di anni fa, si deduce che quel osso abbia 2 milioni di anni.Da ciò possiamo dedurre che esistevano uomini identici a noi già 8 milioni di anni fa, essendo state trovate ossa umane in strati di quell’epoca.
La paleontologia ufficiale ritiene però che queste ossa siano scivolate in quegli strati in un secondo momento.
Questo perché secondo la teoria di Darwin a quell’epoca l’uomo non esisteva.

Abbiamo quindi un esempio emblematico di come funzioni la paleontologia contemporanea: uno scienziato ottocentesco formula una teoria, ammettendo onestamente che non vi sono prove che la sostengano, ma dicendosi fiducioso del fatto che negli anni a venire queste prove verranno trovate.
Negli anni a venire queste prove non vengono ritrovate, al contrario se ne trovano altre che smentiscono categoricamente la vecchia teoria ottocentesca.
Ma queste prove non vengono prese in considerazione perché in contrasto con la vecchia teoria, passata nel frattempo grazie ad un attento lavoro di marketing, tutt’altro che disinteressato, al rango di verità scientifica che non può essere messa in discussione.
In altre parole, dogma.
La situazione è quindi paradossale: una teoria fallace viene considerata al livello di verità inconfutabile, chi l’accetta fa carriera nel mondo accademico e continua a sostenerla, chi la mette in dubbio viene emarginato.
Questa situazione viene egregiamente presentata da Cremo nel suo Archeologia Proibita, in cui fa un resoconto di tutte le scoperte, fatte spesso da archeologi professionisti che mettono in gioco la loro carriera, accantonate perché non in linea con il dogma darwiniano.
Centinaia e centinaia.

Altra questione, le specie intermedie.
Non esistono, non sono mai state trovate, tanto che gli stessi darwinisti hanno dovuto prenderne atto.
Ma invece di riconoscere la fallacia della teoria di Darwin, i darwinisti hanno escogitato una scappatoia ancora più fantasiosa, la teoria dei salti.
Ovvero, le mutazioni genetiche non avvengono per cambiamenti minimi e ripetuti, ma per cambiamenti repentini, risposte a mutate condizioni ambientali.
A mio parere teoria ancora più bislacca, che equivarrebbe a dire che un giorno una iguana partorisce un piccolo con le ali funzionanti capace di volare, e questo trasmette la sua qualità al figlio, dando così origine agli uccelli.
Assurdo oltre che impossibile, dal momento che si è anche scoperto che il DNA è in grado di  autoriparare i mutamenti che casualmente avvengono nel momento della sua trasmissione.

La mutazione del DNA è l’errore della natura, sterile, che la natura stessa pensa ad eliminare.
Quindi mutazioni del DNA non si possono trasmettere.
Eppure siamo ancora qui a parlare di evoluzione delle specie.
La vera questione è che se il mondo scientifico ammettesse di aver preso una cantonata tanto grande, dovrebbe rivedere gran parte delle sue convinzioni.
Negli ultimi anni però qualcosa si sta muovendo, a partire dal mondo della biologia, che avendo occasione di studiare in maniera approfondita il funzionamento della trasmissione del DNA ha cominciato a mettere in crisi i baroni eredi del dogma ottocentesco.
Oltre a Sermonti un altro esponente della corrente antidarwinista è il celebre genetista "ateo e razionalista" Lima de Faria.

Il darwinismo sta finalmente per essere accantonato, anche se ci vorrà ancora qualche decennio.
Quindi, basandoci solamente sui dati scientifici in nostro possesso, siamo in grado di escludere la macroevoluzione, ovvero la mutazione genetica capace di dare alla vita specie nel tempo del tutto differenti alle proprie progenitrici.
Sappiamo che le specie appaiono già belle e formate, ma per capire da dove originino, dovremmo abbandonare il campo scientifico per avventurarci in un altro.
La scienza si limita a dirci che Darwin aveva torto.
_

Forse, un giorno, il nostro tempo sarà chiamato era darwiniana, così come noi parliamo dell'era newtoniana di due secoli fa. L'evoluzione, l'evoluzione, questa semplice idea che non si ritiene più necessario esaminare, copre come una tenda tutte le età che conducono dal primitivismo alla civiltà. Gradualmente, ci viene detto, un passo dopo l'altro, gli uomini produssero le arti e i mestieri, fecero questo e quello, finché non emersero alla luce della storia. Questi soporiferi gradualmente e un passo dopo l'altro, ripetuti senza tregua, mirano a nascondere un'ignoranza a un tempo vasta e sorprendente. [...] Forse gli storici dei secoli futuri ci dichiareranno tutti pazzi per non aver scoperto subito e confutato con la necessaria energia questa incredibile cantonata
(Giorgio de Santillana)

materializzato da Santaruina alle ore 02:27 | link | commenti (60)
trattasi di: darwin, mondo nuovo

Commenti
#1    08 Marzo 2007 - 03:41
 
grazie Carlo per essere passato;
sono sempre seduto in questa seggiola, qua in questo angolino, ascoltando l'interessante dibattito, ho voglia di capirVi, però, certe volte, parlate con un linguaggio particolarmente confuso che mi sento stonato...

Felicità
Rino, partendo per un viaggio
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#2    08 Marzo 2007 - 04:26
 
OT, ho fatto un link al tuo blog.

A presto

Miguel Martinez
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#3    08 Marzo 2007 - 10:11
 
Ottima, questa tua serie di post su Darwin. Che fosse anche lui un servo di Satana me l’ha suggerito ieri uno scambio di battute con Ika (la seppia), precedente a quello al quale ti sei aggiunto tu, con la bella battuta del monopattino. Diabolico, Darwin, perché si serve del rovesciamento, tant’è che basta invertire la sua tesi per trovare la verità. E che si tratti di una cospirazione infernale (che ci ha reso tutti quadrumani) può provarlo un’altra cosa emersa ieri con Ika: la traduzione, letterale, di «rené guénon» è “rinato scimmia”,
Ciao. Ipo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente iperhomo

#4    08 Marzo 2007 - 11:51
 
Il punto debole di questo post (e anche di alcuni miei commenti) per altro pienamente condivisibile nello spirito e nella gran parte delle argomentazioni, è di doversi appoggiare a scoperte scientifice moderne per confutare il paradigma in questione.

In particolare ho un dubbio quando neghi che delle mutazioni genetiche possano avvenire per cambiamenti repentini, in risposte a mutate condizioni ambientali... "assurdo dal momento che si è anche scoperto che il DNA è in grado di autoriparare i mutamenti che casualmente avvengono nel momento della sua trasmissione."

Sotto questo profilo voglio condividere la mia opinione, che non è, in questo caso, né scientifica né dogmatica, anche se il mio punto di vista fa riferimento alla prospettiva tradizionale esposta da Guénon (e ogni errore è mio e non della prospettiva stessa).
Mi rendo conto che non sarò intellegibile a tutti i tuoi lettori e me ne scuso in anticipo,

bisognerebbe, innanzitutto, aver presente la teoria degli stati molteplici dell'essere, che sono (simbolicamente) tra loro uniti da una doppia elica sorprendentemente simile a quella del dna.
Ogni mondo, quando termina il ciclo che lo definisce, ad esempio, restando all'attualità un manvantara (il ciclo di un'umanità, come la presente) "subisce" una sorta di discontinuità extratemporale: è il momento in cui la Gerusalemme Celeste coincide con il nuovo Paradiso Terrestre, è allora che si manifestano i nuovi "generi (il genio della specie)" sul piano "ideale" delle creature che poi si moltiplicheranno, (e divoreranno) nella caduta nel tempo propria del nuovo ciclo.
Il nostro pianeta ha vissuto moltissimi di questi cicli, come insegnano gli indù e molte volte ancora finirà il tempo, prima che la terra abbia cessato di svogere il suo ruolo.
Inoltre non dovrebbero essere sottovalutati anche i balzi legati ai sottocicli del Manvantara stesso, che potrebbero comportare mutamenti piuttosto importanti e di cui la scienza moderna non può avere alcuna ragione.
Del resto non è forse detto che alcune creature sono scomparse perché incompatibili con le ultime fasi del ciclo, a significare che, lungi dall'essere uniforme, il tempo ha nelle sue fasi una realtà qualitativamente mutevole, con implicazioni che a noi moderni sfuggono inevitabilmente?

molto cordialmente
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#5    08 Marzo 2007 - 13:14
 
Sul mio blog, il primo di una serie di commenti in parallelo al tuo discorso sull'evoluzione.

Miguel Martinez
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#6    08 Marzo 2007 - 13:35
 
Per iperhomo n. 3,

a proposito del nome di Guénon... a me è capitato di fare lo stesso confronto, ma qualcuno mi ha fatto notare che tra "Guénon" (cognome) e "guenon" (macaco nordafricano, non scimmia generica) passa una differenza di accento, che non è solo grafica, ma cambia anche la pronuncia.

Non è però da escludere che si tratti di un abbellimento del proprio cognome, attuato da qualche antenato di RG - un po' come quegli italiani che si chiamano Troia e insistono a mettere l'accento sulla "i".

Miguel Martinez
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#7    08 Marzo 2007 - 14:29
 
Miguel , grazie per la segnalazione.

Per qaunto riguarda le considerazioni di Ika, negherei se dicessi che non le condivido.

Ma d'altra parte conoscere i meccanismi e le argomentazioni della "scienza profana", come direbbe Guénon, credo sia un qualcosa da cui non possiamo sottrarci di questi tempi.
Analizzarne i limiti al suo interno inserendosi nella sua ottica, più che un "adeguarsi" ritengo sia più un usare un linguaggio adeguato per essere comprensibili.

Tra le righe del commento di Iperhomo si legge d'altra parte quello che è il mio pensiero di fondo sulla questione, sintetizzabile in "discesa".

Rino, per quanto mi riguarda cercherò di essere il più chiaro possibile :-)

Blessed be
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#8    08 Marzo 2007 - 14:31
 
Confutazioni:
"sappiamo che esistono specie che da milioni di anni non sono cambiate di una virgola, come gli squali"
Lo squalo è perfettamente adattato all'ambiente marino, che muta di rado. Nulla di strano che non vi siano pressioni evolutive.
"Per quanto riguarda l’uomo, tutta la classificazione in abilis, erectus, pimpantis, sapiens, bergamascus, ecc., si basa su resti che si potrebbero disporre su di un tavolo da cucina."
La fossilizzazione è un evento eccezionale,dato che i fattori disgreganti sono molteplici (anche scheletri di epoca storica non ne abbiamo in quantità industriali, significa che non esisteva nessuno allora?).
"In più, molte di queste ossa appartengono chiaramente a scimmie, come scimmia era la famosa Lucy, classificata come nostra progenitrice"
Il che dimostra che una linea netta di demarcazione fra l'uomo e gli altri primati non c'è, o se c'è non è così evidente come tu proponi.
"Questa situazione viene egregiamente presentata da Cremo nel suo Archeologia Proibita, in cui fa un resoconto di tutte le scoperte, fatte spesso da archeologi professionisti che mettono in gioco la loro carriera, accantonate perché non in linea con il dogma darwiniano."
Ehm..utilizzare Cremo, puntualmente smentito e che ripropone da anni "scoperte" fittixzie o ampiamente smentite, non promette bene.
"Non esistono, non sono mai state trovate, tanto che gli stessi darwinisti hanno dovuto prenderne atto."
Ne esitono molte, il problema è se le si rifiutano dicendoi che ce ne dovrebbero essere molte di più.Vedi ad esempio:
http://www.talkorigins.org/indexcc/CC/CC200.html
"A mio parere teoria ancora più bislacca, che equivarrebbe a dire che un giorno una iguana partorisce un piccolo con le ali funzionanti capace di volare, e questo trasmette la sua qualità al figlio, dando così origine agli uccelli."
I tempi sono brevi su scalsa geologica ovvero attorno ai 50000 anni o meno,non certo "fulminei" come tu sembreresti suggerire.
"Assurdo oltre che impossibile, dal momento che si è anche scoperto che il DNA è in grado di autoriparare i mutamenti che casualmente avvengono nel momento della sua trasmissioneLa mutazione del DNA è l’errore della natura, sterile, che la natura stessa pensa ad eliminare.
Quindi mutazioni del DNA non si possono trasmettere."
Credi che lo faccia con efficienza prefetta?Se fosse così, sarebbe decisamente un mondo diverso. non avremmo le famose malattie genetiche, che si trasmettono eccome (guarda caso). Nei mammiferi il tasso di errore è 2.2 x 10^-9 per coppia base per anno. Fonte:- http://www.pnas.org/cgi/content/abstract/99/2/803. Gli abitanti di limone sul Garda invece non sarebbero molto contenti se così fosse (Conosci il caso della "proteina- spazzina del colesterolo" trasmessasi per "effetto del fonatore" in questa comunità? O sai che l'anemia falciforme è peresente in maniera massiccia nelle comunità africane in quanto i portatori sani di questa malattia non contraggono la malaria?Ecco due esempi di "errore fruttuoso trasmesso", nella spewcie umana)
"Oltre a Sermonti un altro esponente della corrente antidarwinista è il celebre genetista "ateo e razionalista" Lima de Faria."
Che prende cantonate affermando che le Angiosperme sono le uniche piante provviste di foglie.
Inoltre vorrei fare una prewcisazione: l'evoluzione si è verificata molte volte in laboratorio, per un elenco esaustivo (trenta pagine di riferimenti bibliografici rimando a John A. Endler, "Natural Selection in the Wild",
Princeton, 1986. )
Nonchè altre qui:http://www.talkorigins.org/faqs/faq-speciation.
http://www.talkorigins.org/faqs/speciation.html
http://www.sciencedaily.com/releases/2000/12/001214083726.htm
http://www.scienceblog.com/community/older/2000/E/200004573.html
http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn7741.
A mio avviso, a fronte di una letteratura così vasta ed articolata di OSSERVAZIONI DIRETTE dell'evoluzione, è arduo dichiarare che questa sia smentita da alcuni ragionamenti "filosofici" o "linneani" (Sermonti e de Faria).
Kirbmarc.








utente anonimo

#9    08 Marzo 2007 - 14:38
 
Ciao Kirbmarc, sempre puntuale :-)

A stasera. :-)

Blessed be
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#10    08 Marzo 2007 - 14:38
 
Se pensi di confutare la biologia
evoluzionistica con queste cazzate
ti faccio tutti i miei migliori auguri.
Tutt'altra cosa e' il discorso sul darwinismo sociale o le sue versioni
piu' recenti tipo la sociobiologia.
Qui non siamo di fronte a scienza
(con tutti i limiti intrinsechi al paradigma scientifico) ma a filosofia
o meglio ideologia o per essere ancora piu' schietti a spazzatura.
Se invece parti da un punto di vista
"religioso,spirituale,ect" stai interpretando il mondo con una griglia di lettura completamente differente.(Al limite anche piu' giusta
e "vera".)
Ma mischiare i due piani in questa maniera e' un'operazione intelletualmente risibile.
Scusa la franchezza,"m'incazzo" solo
con chi penso abbia le potenzialita'
di vedere i nodi cruciali.

Mavri
utente anonimo

#11    08 Marzo 2007 - 14:57
 
Ciao mavri

io non trovo che un piano di lettura escluda l'altro.
Spesso sono stao "accusato" di puntare troppo sul fattore "religioso sociale" e di tralasciare quello "scentifico", tu in qualche modo mi "rimproveri" del contrario.

Opinioni, ovviamente, leggitttime, ma sempre spunti su cui approfondire l'argomento, non ttrattasi propriamente di "cazzate".
Ma anche su questo ognuno può avere la proria opinione.

Confutazioni "scientifiche"sul lavoro di Darwin se ne possono trovare parecchie, alcune possono apparire deboli, altre meno, e stasera tornerò sulle obbiezioni di Kirbmarc.

Se ne può discutere.

Blessed be
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#12    08 Marzo 2007 - 15:09
 
Caro Santa, come avrai notato la mia era anche un 'autocritica;
basta essere consapevoli che appoggiandosi sulla scienza moderna si è condannati alla falsificabilità, è un terreno instabile.

sono molti anni che mi interesso al tema dell'evoluzionismo e ho discusso anche con alcuni ricercatori; pubblicamente non osano, ma sono in molti a non credere minimamente (e senza essere teo-con) all'evoluzionismo. Del resto Santillana, che citi molto opportunamente è uno dei massimi storici della scienza, ed ha quindi un punto di vista assai lucido circa i movimenti tortuosi dell' "evoluzione" scientifica, e sulla persistenza di teorie per molti versi contradditorie.

Attendo con curiosità la tua risposta a Kirbmarc, solo in seguito mi permetterò un eventuale nuova chiosa...buon lavoro!
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#13    08 Marzo 2007 - 15:45
 
Di Santillana personalmente mi sono letto tutto il Mulino di Amleto, i suoi apassaggi logici sono interessanti ma spesso forzosi. La sua tesi sulla conoscenza della precessione degli equinozi è interessante, ma non "stravolge" molto. Le conoscenze astronomiche a scopo rituale ("la scienza egizia") erano ricavate dalle esperienze dirette che queste popolazioni avevano a fini agricoli.
Questo sconvolge solo chi crede che l'evoluzione culturale sia lineare, e che "evoluzione" sia sinonimo di "miglioramento", una balla colossale che solo un ignorante cronico può sostenere.
E le sue osservazioni sono a ) sulla non-linearità dell'evoluzione culturale (vero) b) sulle difficoltà della visione gradualista (che come abbiamo visto è stata superata)
c)Santillana di biologia sapeva ben poco, il suo interesse era la storia dell'Astronomia (Galileo,Ipparco, gli egizi).
Kirbmarc.
utente anonimo

#14    08 Marzo 2007 - 16:24
 
Caro Kirbmarc,
dal mio punto di vista la cosa più interessante di Santillana è che ha dimostrato lo spessore sapienziale, anche da un punto di vista "analitico", del pensiero antico, perfino di quello "mitologico".
La "grandezza" della sua "Storia del pensiero scientifico" è del resto dovuta anche all'inevitabile paragone con i lavori di colleghi, per altri versi ammirevoli, penso ad esempio a come Russell liquidi nel suo pur voluminoso scritto sulla storia del pensiero scientifico gli antichi in poche sbrigative paginette, per non parlare delle ridicolaggini popperiane.
Tra l'altro quasi tutti gli storici e i filosofi della scienza peccano nel considerare quasi esclusivamente il pensiero greco, mentre la scienza indiana e cinese, per citare i casi più illustri, non andrebbe davvero sottovalutate. Basti pensare alle applicazioni terapeutiche dell'agopuntura.
Vero è che questo vuoto (come per l'archeologia "misteriosa" ) è spesso colmato da dilettanti e personaggi pittosto fantasiosi.
Per quanto riguarda le precessioni la cosa notevolissima è la conoscenza antica di cicli astronomici assai lunghi (ad es: il grande anno babilonese), che difficilmente possono essere solo il frutto di una puntuale e attenta osservazione astronomica e che non hanno alcun rapporto con l'agricoltura. Il fatto è che le scienze tradizionali non sono nella loro essenza né descrittive né sperimentali ma si appoggiano su principi d'ordine superiore.
Quei principii da cui la scienza moderna si è "emancipata" dando vita ad un'avventura titanica, letteralmente dia-bolica, il cui esito sarà, come è ormai sempre più evidente, inevitabilmente tragico.
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#15    08 Marzo 2007 - 16:33
 
Domanda: ma voi davvero vedete tutta questa somiglianza tra gli uomini e gli scimpanzè?

Io no, nemmeno nei casi più estremi, tipo Calderoli o Condoglianza Rice.

Alla base di ogni teoria scientifica non dovrebbe esserci l'osservazione?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Paxtibi

#16    08 Marzo 2007 - 16:44
 
Caro ika,"Il fatto è che le scienze tradizionali non sono nella loro essenza né descrittive né sperimentali ma si appoggiano su principi d'ordine superiore.
Quei principii da cui la scienza moderna si è "emancipata" dando vita ad un'avventura titanica, letteralmente dia-bolica, il cui esito sarà, come è ormai sempre più evidente, inevitabilmente tragico. "
Le scienze tradizionali derivavano anche esee dall'esperienza, mancava il rigore.
Per l'ultima frase, non vorrei dirlo, ma ahimè puzza di millenarismo mondialista... :)
"Domanda: ma voi davvero vedete tutta questa somiglianza tra gli uomini e gli scimpanzè? "
Ma chi ha detto che l'uomo discende proprio dallo scimpanzè?
Hanno un antenato in comune.
(Comunque gli organi inerni sono simili,le reazioni a farmaci, droghe e sigarette sono simili, l'anatomia non è dsiversissima-ad esempiorispetto ad una balena o a un cavallo siamo senza dubbio più simili al povero Pan troglodytes, ,povero perchè lo hai accostato a personaggi come il Calderoli o la Rice, naturalmente :))
Kirbmarc.
utente anonimo

#17    08 Marzo 2007 - 17:02
 
beh... a me piacciono un sacco le banane, ma mi sento più affine al maiale...è molto simile a noi anche lui.

permettimi di essere insoddisfatto del tuo giudizio sbrigativo sulle "scienze tradizionali" che, mancherebbero di rigore.
Quando c'è stato l'ultimo grande terremoto a Istambul i minareti antichi sono rimasti in piedi mentre molte case moderne a terra!
Cosa c'è di poco rigoroso in una piramide egizia, in un giardiono giapponese, nel calendario maya, in un trattato sui punti vitali Chen, non saprei, a me sembra invece che tutto il modo di materialista di sezionare la natura sia "poco rigoroso" perché MOLTI ASPETTI DELLA FISICA, COME IL TEMPO, IN REALTA' NON SONO MISURABILI IN TERMINI QUANTITATIVI. (ti invito a leggere il mio post di oggi e anche i due che seguiranno).

In definitiva credo sia giusto concedere a chi è affetto come me da patologie metafisiche un po' di fiducia perché se ad esempio io posso comprendere (più o meno bene) la lingua che tu parli (son laureato, quasi dottorato ecc...) per te è più difficle comprendere la mia, quindi non avere fretta di giudicare.
Per il millenarismo mondialista, non so che dire, non è colpa mia se le cose vanno come vanno, comunque come ho scritto più sopra non credo nella fine del mondo ma solo nella fine dei tempi (per questo ciclo).
Molto cordialmente
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ikalaseppia

#18    08 Marzo 2007 - 17:05
 
Ma chi ha detto che l'uomo discende proprio dallo scimpanzè?

Io no!

Comunque gli organi inerni sono simili,le reazioni a farmaci, droghe e sigarette sono simili, l'anatomia non è dsiversissima-ad esempiorispetto ad una balena o a un cavallo siamo senza dubbio più simili al povero Pan troglodytes

Siamo anche più "simili" ad una mucca che ad un calabrone, se è per questo, ma ciò non toglie che le differenze tra un uomo e una scimmia siano molte più – e molto più profonde – delle similitudini.

Da dove arriva, quindi, l'ipotesi di questa stretta parentela?
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#19    08 Marzo 2007 - 17:11
 
Caro ika,"permettimi di essere insoddisfatto del tuo giudizio sbrigativo sulle "scienze tradizionali" che, mancherebbero di rigore.
Quando c'è stato l'ultimo grande terremoto a Istambul i minareti antichi sono rimasti in piedi mentre molte case moderne a terra! "
Quelle case moderne erano magari costruite giocando al risparmio?
"In definitiva credo sia giusto concedere a chi è affetto come me da patologie metafisiche un po' di fiducia perché se ad esempio io posso comprendere (più o meno bene) la lingua che tu parli (son laureato, quasi dottorato ecc...) per te è più difficle comprendere la mia, quindi non avere fretta di giudicare."
Allora: 1)non credo sia una patologia,la metafisica, semmai un ambiente in cui si può dire tutto e il contrario di tutto (Patologia è quella di chi si crede Naploeone o un uovo sodo, o di chi gira per strada con il machete affettando chi incontra) 2) mi spiace molto che tu mi abbia rivolto queste parole, trattandomi come un ignorante in campo mistico e metafisico solo perchè non condivido minimamente la validità di questo pensiero; brutta partenza; 3) il millenarismo mondialista era più una battuta (anche se "sparare sulla scienza" è la cosa più facile che ci sia e lo sport preferito anche dai regimi- mai letto 1984 e il famoso "Vocabolario C"?)
Kirbmarc.
utente anonimo

#20    08 Marzo 2007 - 17:15
 
"le differenze tra un uomo e una scimmia siano molte più – e molto più profonde – delle similitudini."
Le differenze sono di ordine celebrale? o parli dei particolari come scarsità di pelo e viso piatto?
(Mai letto "La scimma nuda" ?)
"Da dove arriva, quindi, l'ipotesi di questa stretta parentela?"
Circa il 92% del DNA in comune? Strette somiglianze anatomiche?
Kirbmarc.
utente anonimo

#21    08 Marzo 2007 - 17:26
 
Caro Kirbmarc,
non volevo offenderti, davvero,
ovviamente le moderne case giapponesi reggono benone i terremoti (quasi quanto quelle antiche) :-)
patologia metafisica è ovviamente un'espressione ironica ripresa da uno scritto di un amico:
in un mondo di ciechi chi ha visto, anche solo un pochino, è spesso considerato matto,
da quel che dici mi sembri sinceramente molto meglio preparato in ambito scientifico-profano che tradizionale, se non altro perché ogni vera conoscenza è un'identificazione e tu aderisci al primo anche se in modo critico e giustamente problematico.
La metafisica vera, non ha nulla di aleatorio, te lo assicuro.
Solo che per accedervi non basta il pensiero logico-dicorsivo.
a presto (ora devo lasciare il comp. per cui non potrò risponderti subito), ciao, ika
utente anonimo

#22    08 Marzo 2007 - 17:54
 
Le differenze sono di ordine celebrale? o parli dei particolari come scarsità di pelo e viso piatto?

Tutte le differenze, dalla capacità di ragionamento al pollice opponibile, alla posizione eretta.

(Mai letto "La scimma nuda" ?)

Mi è parso una gran cagata, scusa il francesismo. Del resto, tu hai mai visto una scimmia scrivere un libro, o anche solo leggerlo?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Paxtibi

#23    08 Marzo 2007 - 18:07
 
Caro Pax, "Mi è parso una gran cagata, scusa il francesismo. Del resto, tu hai mai visto una scimmia scrivere un libro, o anche solo leggerlo?"
No, ma ho visto degli uomini che non sanno nè leggere nè scrivere, ma non per questo non sono Homo sapiens.
"Tutte le differenze, dalla capacità di ragionamento al pollice opponibile, alla posizione eretta. "
Pollice opponibile e posizione eretta non sono del tutto escluse dalle scimme (parziale opponibilità del pollice e attività eretta, con persino un minimo di camminata, sono presenti rispettivamente in Orango e scimpanzè). Per il ragionamento bisognerebbe vedere; c'è chi ha fatto esperimenti con scimmie ,che non avendo mai visto casse di cartone in vita loro, le hanno utlizzate per prendere una banana senza tentativi ed errori, ma immediatamente.
Non se se sia definibile ragionamento, ma certo non era un comportamento istintuale...
Kirbmarc.
utente anonimo

#24    08 Marzo 2007 - 19:31
 
l'"evoluzione" più importante è quella del pensiero e della conoscenza, che possono avvicinarsi sempre più alla verità se liberi dalle pesanti catene dei dogmi, sia che essi siano religiosi o scientifici.

Ultradarwinisti e naturalisti siedono tutti alla Tavola Alta dell'evoluzione: da lassù arrivano troppo confuse le critiche dei perplessi.

Ma non convince nemmeno l'opposta teoria creazionista.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Vautrin

#25    08 Marzo 2007 - 21:16
 

Innanzitutto devo delle risposte a kirbmarc.

La fossilizzazione è un evento eccezionale,dato che i fattori disgreganti sono molteplici (anche scheletri di epoca storica non ne abbiamo in quantità industriali, significa che non esisteva nessuno allora?).

Dimentichi però che essendo le specie intermedie innumerevoli, vi sarebbero dovute esserci dei ritrovamenti delle stesse in proporzione.
Darwin stesso ammise che da qualche parte i fossili delle specie intermedie avrebbero dovuto trovarsi, e resto fiducioso che sarebbero state scoperte in futuro, in modo che la sua teoria potesse essere confermata.
Invece, niente.

"In più, molte di queste ossa appartengono chiaramente a scimmie, come scimmia era la famosa Lucy, classificata come nostra progenitrice"
Il che dimostra che una linea netta di demarcazione fra l'uomo e gli altri primati non c'è, o se c'è non è così evidente come tu proponi.


O forse dimostra che all’epoca esistevano delle scimmie?

Ehm.. utilizzare Cremo, puntualmente smentito e che ripropone da anni "scoperte" fittizie o ampiamente smentite, non promette bene.

Cremo presenta centinaia di casi che smentiscono la teoria di Darwin, in gran parte scoperte fatte da paleontologi professionisti.
Su alcune di queste ci sono stati tentativi di confutazione, a volte onestamente convincenti, su altri meno.
Il consiglio sarebbe di leggersi direttamente il libro per farsi una idea.
Ve ne sono due versioni, una di 400 pagine, light, ed una di quasi mille, con tutta la documentazione “scientifica” del caso.

Ne esistono molte, il problema è se le si rifiutano dicendoi che ce ne dovrebbero essere molte di più.Vedi ad esempio:
http://www.talkorigins.org/indexcc/CC/CC200.html


A parere mio specie che di intermedio hanno ben poco.

I tempi sono brevi su scala geologica ovvero attorno ai 50000 anni o meno,non certo "fulminei" come tu sembreresti suggerire.

Tempi lunghi o brevi, qui entra anche in ballo la questione della “complessità irriducibile”, che lungi dall’essere l’ultimo manto che il creazionismo indossa per camuffarsi, pone invece una questione centrale: gli organi degli animali sono perfettamente funzionali, ogni singola componente è necessaria per il loro corretto funzionamento.
Allora i casi sono due. o ipotizziamo che gli organi compaiono già perfettamente formati e funzionali, oppure non si vede perché un organo abbozzato perfettamente che tornerà utile solo in seguito a diverse generazioni e diverse mutazioni dovrebbe essere trasmesso di generazione in generazione, migliorandosi di volta in volta, fino a diventare, dopo 10.000 anni pefetto.
E nel frattempo?
Ma sulla complessità irriducibile vorrei tronare.

Credi che lo faccia con efficienza prefetta?Se fosse così, sarebbe decisamente un mondo diverso. non avremmo le famose malattie genetiche, che si trasmettono eccome (guarda caso). Nei mammiferi il tasso di errore è 2.2 x 10^-9 per coppia base per anno. Fonte:- http://www.pnas.org/cgi/content/abstract/99/2/803. Gli abitanti di limone sul Garda invece non sarebbero molto contenti se così fosse (Conosci il caso della "proteina- spazzina del colesterolo" trasmessasi per "effetto del fondatore" in questa comunità? O sai che l'anemia falciforme è presente in maniera massiccia nelle comunità africane in quanto i portatori sani di questa malattia non contraggono la malaria?Ecco due esempi di "errore fruttuoso trasmesso", nella specie umana)

Ovviamente non lo fa con efficienza perfetta, ma quello che sfugge è sempre, come i casi che riporti, un errore dannoso, un’alterazione.
Il darwinismo invece vorrebbe che l’errore, oltre a sfuggire alla regolazione del Dna, e già ce ne vuole, sa pure vantaggioso.
Calcoliamo le probabilità.

Lima de Faria."
Che prende cantonate affermando che le Angiosperme sono le uniche piante provviste di foglie.
Inoltre vorrei fare una precisazione: l'evoluzione si è verificata molte volte in laboratorio, per un elenco esaustivo (trenta pagine di riferimenti bibliografici rimando a John A. Endler, "Natural Selection in the Wild",
Princeton, 1986. )
Nonchè altre qui:http://www.talkorigins.org/faqs/faq-speciation.
http://www.talkorigins.org/faqs/speciation.html
http://www.sciencedaily.com/releases/2000/12/001214083726.htm
http://www.scienceblog.com/community/older/2000/E/200004573.html
http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn7741.
A mio avviso, a fronte di una letteratura così vasta ed articolata di OSSERVAZIONI DIRETTE dell'evoluzione, è arduo dichiarare che questa sia smentita da alcuni ragionamenti "filosofici" o "linneani" (Sermonti e de Faria).


Su questo credo ti potrebbe rispondere meglio di me l’amico Stefano Serafini, che del libro di Lima de Faria ha curato la versione in italiano.
Proverò a contattarlo.
Ti ricordo però che il tema della critica è la macroevoluzione, che ripetiamo significa che spuntano ali laddove non c'erano, e questa caratteristica si trasmette pure.
Le microprove da laboratorio hanno poco significato, primo perchè indotte, secondo perchè del tutto compatibili con la microevoluzione.

Blessed be
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#26    08 Marzo 2007 - 21:35
 
"O ipotizziamo che gli organi compaiono già perfettamente formati e funzionali, oppure non si vede perché un organo abbozzato perfettamente che tornerà utile solo in seguito a diverse generazioni e diverse mutazioni dovrebbe essere trasmesso di generazione in generazione, migliorandosi di volta in volta, fino a diventare, dopo 10.000 anni pefetto.
E nel frattempo?"

Nel frattempo... serve ad altro.
Mai sentito parlare di exaptation?
http://en.wikipedia.org/wiki/Exaptation
Alcuni rettili sviluppano determinate appendici anteriori perché utili alla termoregolazione. Poi, col tempo, le appendici si fanno così ampie da poter essere sfruttate per brevi voli planati. A questo punto la funzione primaria (termoregolazione) passa in secondo piano, e si sviluppa gradualmente la funzione primaria: il volo. E i rettili divengono uccelli.

Se vuoi altri dettagli, puoi sempre consultare le 1700 pagine de "La struttura della teoria dell'evoluzione" di Gould, disponibili in italiano a poco prezzo:
http://www.internetbookshop.it/libro/RWB3ONU9OTPT0HL/GOULD_STEPHEN_J/LA_STRUTTURA_DELLA_TEORIA_DELL'EVOLUZIONE.html?shop=1

Comunque, questo problema del (cosiddetto) "perfetto adattamento" è già stato affrontato e superato da un pezzo da parte degli evoluzionisti.

Ho l'impressione, Santaruina, che tu stia attaccando il neodarwinismo degli anni Sessanta... ignorando tutte le sue... "evoluzioni" successive, con relative argomentazioni.
utente anonimo

#27    08 Marzo 2007 - 21:44
 

Il fatto che l'evoluzionismo si debba sua volta evolvere pur di tappare le sue falle la dice lunga sulla sua reale consistenza...

Le ali di un aquila sono perfette per il loro scopo, un particolare in più, uno in meno, e l'aquila non sopravvive.
E su questo non si discute.
Bisognerebbe rimanere in raccoglimento dinanzi alla perfezione delle ali di un'aquila.
Fossero frutto di continue mutazioni, le progenitrici delle aquile, che quelle ali non le avevano ancora formate, non avrebbero potuto volare.

Gould e i suoi epigoni possono arrampicarsi sui vetri quanto vogliono,
il loro tentativo di arrabattare una teoria che da ogni parte fa acqua ha in sè qualcosa di eroico.
Ma anche di dogmatico.
Le teorie che si dimostrano non valide si lasciano da parte, non si tenta di "aggiustarle" in qualche modo affinchè risultino più verosimili, peggiorando semplicemente la situazione.

Blessed be
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#28    09 Marzo 2007 - 11:30
 
"Le ali di un aquila sono perfette per il loro scopo, un particolare in più, uno in meno, e l'aquila non sopravvive.
E su questo non si discute.
Bisognerebbe rimanere in raccoglimento dinanzi alla perfezione delle ali di un'aquila. "
Posizione filosofica, che non fa testo.
Kirbmarc.
utente anonimo

#29    09 Marzo 2007 - 11:40
 
"Ovviamente non lo fa con efficienza perfetta, ma quello che sfugge è sempre, come i casi che riporti, un errore dannoso, un’alterazione.
Il darwinismo invece vorrebbe che l’errore, oltre a sfuggire alla regolazione del Dna, e già ce ne vuole, sa pure vantaggioso"
Come ho già detto "vantaggioso" e "svantaggioso" sono termini relativi. Poi, gli abitanti di limone sul garda e la loro proteina vantaggiosa?
"Dimentichi però che essendo le specie intermedie innumerevoli, vi sarebbero dovute esserci dei ritrovamenti delle stesse in proporzione. ""A parere mio specie che di intermedio hanno ben poco."
Se chiedi specie intermedie e quando te le mostro non le accetti mi dai un'impressione di incoerenza.
"O forse dimostra che all’epoca esistevano delle scimmie?"
Anche oggi ce ne sono, di scimmie. Il problema è se da dei frammenti d'osso fossili (su cui puoi non fare analisi del DNA) puoi distinguere nettamente una "scimmia" da quello che sarebbe il misteriossimo, nella tua visione delle cose, caso dell'Homo sapiens.
"Tempi lunghi o brevi, qui entra anche in ballo la questione della “complessità irriducibile”, che lungi dall’essere l’ultimo manto che il creazionismo indossa per camuffarsi, pone invece una questione centrale: gli organi degli animali sono perfettamente funzionali, ogni singola componente è necessaria per il loro corretto funzionamento. "
L'amico anonimo (che non sono io) ti ho già linkato degli utili suggerimenti sull'exaptation.
"Le microprove da laboratorio hanno poco significato, primo perchè indotte, secondo perchè del tutto compatibili con la microevoluzione. "
Prima si sostiene che "non ci sono prove" poi, quando le prove vengono mostrate, che "non valgono".Mah..
Kirbmarc.



Kirbmarc.
utente anonimo

#30    09 Marzo 2007 - 11:41
 

Posizione filosofica, che non fa testo.

Senti, me lo concedi un po' di "trasporto" di tanto in tanto? :-)

Blessed be

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#31    09 Marzo 2007 - 11:42
 
"Senti, me lo concedi un po' di "trasporto" di tanto in tanto? :-)"
No. :)) Il santo sei tu, io sono l'ateo satanico.
Kirbmarc.
utente anonimo

#32    09 Marzo 2007 - 11:51
 
Kirbmarc

le specie intermedie che segnali potremmo analizzarne ad una ad una.

Presentare dei pesci estinti con delle pinne strane quale "specie intermedia" mi pare un po' offensivo nei confronti della logica.
Secondo questo schema in un futuro dei ritrovamenti di uno scheletro di una gallina potrebbero essere presentati quale prova dell'esistenza di una specie intermedia tra l'aquila e lo scoiattolo.

Basta calcolare i passaggi che ci vogliono per arrivare dal rettile all'uccello, migliaia e migliaia, con le varie evoluzioni, per rendersi conto che il loro dovrebbe essere infinito.

Invece vengono sempre presentati quella decida di scheletri di animali preistorici estinti.

Per quanto riguarda le microprove da laboratorio, forse non ti ricordi bene la differenza tra microevoluzione e macroevoluzione, più volte ripresa.
Nessuno nega la microevoluzione.

Blessed be
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#33    09 Marzo 2007 - 11:56
 
"Per quanto riguarda le microprove da laboratorio, forse non ti ricordi bene la differenza tra microevoluzione e macroevoluzione, più volte ripresa."
Me la ricordo, ma è una differenza relativa.
Se hai 10000 anni da passare in laboratorio, ti presentro anche una macroevoluzione. :).
Kirbmarc.
utente anonimo

#34    09 Marzo 2007 - 12:00
 
"migliaia e migliaia, con le varie evoluzioni, per rendersi conto che il loro dovrebbe essere infinito"
Quante generazioni di uccelli/rettili ci sono in 50000 anni? Attorno alle 10000?
"Presentare dei pesci estinti con delle pinne strane quale "specie intermedia" mi pare un po' offensivo nei confronti della logica. "
Non è minimamente quello che tu affermi. Non sono solo "strane" sono molto simili agli organi degli anfibi (cosa vorresti come specie intermedia?).
Kirbmarc.
Kirbmarc.
utente anonimo

#35    09 Marzo 2007 - 12:24
 
>Le ali di un aquila sono perfette per il loro scopo, un particolare in più, uno in meno, e l'aquila non sopravvive.
E su questo non si discute.
Bisognerebbe rimanere in raccoglimento dinanzi alla perfezione delle ali di un'aquila.
Fossero frutto di continue mutazioni, le progenitrici delle aquile, che quelle ali non le avevano ancora formate, non avrebbero potuto volare. Santaruina<
E allora non avrebbero volato e avrebbero passato il loro tempo in altri modi, facendo chessò, parapendio:-). Dai, su, santaruina, il darwinismo - come qualsiasi teoria, del resto - avrà i suoi sacrosanti:-) punti deboli, ma i tuoi tentativi di confutarlo francamente fanno pena. Il primo (detto così, per semplificare, poichè non sappiamo ce c'è stato 1 primo o diversi tali) animale volante non avrà avuto il volo perfetto dell'aquila, anzi, molto probabilmente "volava" per modo di dire a mo' di struzzo, piuttosto saltellava e svolazzava, ma ti faccio poco umilmente:-) osservare che tale facoltà era un vantaggio in un mando in cui le perfettissime aquile erano ancora da veni'.
La scienza, come la natura, aborre il vuoto, nel senso che se - per assurdo - gettassimo nella spazzatura l'evoluzionismo, dovremmo pure trovare qualcos'altro per sostituirlo, non ti pare? E che dire socraticamente "so di non sapere" (nella versione kelebekiana "io sono solo un modesto traduttore di manuali tecnici":-) ) è solo una comoda, ma poco corretta, scappatoia. Il sistema tolemaico era una castroneria, oggi lo sappiamo, ma tu pensi che Tolomeo era da biasimare perchè lo concepì? Avrebbe, secondo te, fatto meglio a dire:"Io nin zo niente e li pianeti girano a casaccio, ognuno pe li cazzi sua, come tira il vento"?:-). Insomma, ci puoi far sapere come credi tu che si sia formata tutta la variegatissima flora e fauna terrestre? L'ha creata Dio? L'hanno creata gli alieni ultraipertecnologici in laboratorio e poi utilizzato la Terra come serra? La prima ipotesi mi pare poco probabile, visto che se Dio è onnipotente poteva creare acqua ed atmosfera pure su Marte e farci lì un'altra bella serra, così, tanto per vedere l'effetto che fa. La seconda, invece, molto più probabile, e anche defintiva: infatti, esseri superiori potrebbero sintetizzare il DNA a piacimento e creare specie viventi come gli pare loro. Ma la sua accettazione non farebbe altro che spostare la questione nell'ipotetico pianeta degli esseri superiori: e questi chi e come li creò? Forse, quando li incontreremmo avremo la risposta. Forse:-).
Ciao
Ritvan 'O Speculatore
utente anonimo

#36    09 Marzo 2007 - 12:27
 
Caro Kirbmarc, proprio non capisco. perché una posizione filosofica non dovrebbe fare testo in un ambito in cui, nella sconcertante scarsità di prove, la teoria è tutto?

In fondo quel che veramente contraddistingue l'essere umano dagli altri animali è la possibilità di riflettere (il manas direbbero gli indù, l'inglese conserva nel termine men quest'idea radicale)...e in ogni modo converrai con me che quando la scienza affronta questioni così complesse e oscure dovrebbe essere autoconsapevole che la sua "ragione" non è che un piccola torcia che tenta di rischiarare l'oscurità onnipervadente.

Dal punto di vista tradizionale l'evoluzionismo, almeno com'è stato inteso dai più in epoca moderna, è una bestemmia (sottolineo bestemmia perché mi pare che talvolta gli spiriti tolleranti e "illuminati-isti" non capiscano - o forse vi godano- quanta violenza è percepita in proposizioni filosoficamente evoluzioniste da uno spirito premoderno) e un assurdo teorico.

In tutte le tradizioni l'uomo primitivo è del resto considerato assai più intelligente, capace e sapiente dell'essere che, nei millenni, lo ha seguito. C'è una tal concordanza tra le diverse tradizioni e religioni al riguardo che dovrebbe far riflettere anche i più scettici. A meno che non si creda che, prima della scienza moderna, labile torcia nell'oscurità, fossero stati tutti privi di memoria circa il passato dell'umanità stessa.
Insomma, anche in questo caso i miti e le "filosofie" tradizionali hanno molto più da insegnare di quanto si sospetti. Tra noi moderni e l'uomo adamitico si è spezzato un filo e questo ci rende i meno a adatti a disputar della sua natura. A mio avviso siamo sperimentatori smemorati che si disperdono in ricerche inutili e vane, lasciando da parte l'essenziale. Nel caso specifico si specula sopra infimi pezzettini d'osso, sui quali si può dire di tutto e di più (tra l'altro pare ormai dimostrato che neppure il carbonio14 si affidabile, perché è soggetto a oscillazioni notevolissimi nelle diverse epoche, ma su questo non mi voglio soffermare perché si sa, la scienza alimenta un'informazione circolare in cui ciò che è sacrosanto e vero oggi domani potrebbe esser materia di scherno)
a proposito, non ho ancora chiarito il mio precedente riferimento al maiale (che è il mio segno cinese):
nell’insaziabile ricerca di chimeriche conferme dell'evoluzionismo è noto che hanno resistito per decenni falsi clamorosi, come i fantomatici ritrovamenti di ossa dell’uomo di Pitdown ad opera di Charles Dawson o i denti dell’uomo del Nebrasca rivelatisi poi appunto di maiale. Eppure son cero che, a suo tempo, non avresti esitato ad accordare a questi signori la tua fiducia, o sbaglio?

molto cordialmente
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ikalaseppia

#37    09 Marzo 2007 - 12:35
 
Caro ika,"nell’insaziabile ricerca di chimeriche conferme dell'evoluzionismo è noto che hanno resistito per decenni falsi clamorosi, come i fantomatici ritrovamenti di ossa dell’uomo di Pitdown ad opera di Charles Dawson o i denti dell’uomo del Nebrasca rivelatisi poi appunto di maiale. Eppure son cero che, a suo tempo, non avresti esitato ad accordare a questi signori la tua fiducia, o sbaglio?"
Sbagli, non do fiducia a nessuno a prescindere.
La questione è sugli esperimenti controllati e ripetuti.
Le analisi di un singolo sono aria fritta senza una controanalisi. (Behe e de Faria compresi :) )
Troppa teoria c'è da parte di chi fa analisi senza offesa, questa di Santaruina, generiche e senza riferimenti precisi.
La mole sperimentale nell'evoluzionismo è enorme.
Hai letto qualcuno dei link che ho trascritto?
Kirbmarc.


utente anonimo

#38    09 Marzo 2007 - 12:42
 
Fra l'altro ,per onestà intellettuale, vi posso elencare i veri punti deboli (sarebbe meglio dire oscuri, ed ogni teoria ne ha) dell'evoluzismo (che di darwiniano ha ormai ben poco, a parte l'idea centrale).
In ordine cronologico:
1)presenza di molecole esclusivamente destrogire nel DNa;
2)DNa mitocondriale a possibile discendenza non solo femminile;
3)mancanza (per ora) di una completa mappatura delle proteine;
4)Dna degli insetti incompleto,manca una spiegazione definitiva.
Questi sono i veri punti deboli dell'evoluzionismo moderno, non le ali delle aquile o i rettili/uccelli.
Una discussione valida in argomento dovrebbe essere su questi punti.
Kirbmarc.
utente anonimo

#39    09 Marzo 2007 - 12:57
 
in ogni modo il problema scientifico è l'assenza, per qualuque specie, delle testimonianza di una vera soluzione di continuità nel cambiamento. Perché le così dette specie intermedie, sono creature estinte che, a suo tempo, erano anch'esse perfette nel loro ambiente. E quindi si tratta solo di SPECULAZIONI TEORICHE A PARTIRE DA DOCUMENTI INSUFFICIENTI

“Al fine di spiegare l’assenza di forme intermedie i sostenitori della teoria dell’evoluzione della specie si valgono [...] della singolare tesi che, in ragione della loro incompletezza e della vulnerabilità che ne deriva, queste forme sarebbero scomparse; [...Ma] i progetti di una nuova specie dovrebbero esser assai più numerosi dei padri che già abbiano raggiunto la forma definitiva a noi nota.”
Titus Burckhrard L’origine della specie, in Scienza moderna e saggezza tradizionale, Borla

Il ragionamento non fa una piega.

TRA L'ALTRO vale forse la pena di notare che OGGI L'ESSERE UMANO STA EGREGIAMENTE SVOLGENDO LA SUA FUNZIONE INFERNALE (Adamo fu giardiniere mentre a noi spetta di costruire e far funzionare il grande lager) ASSISTIAMO ALLA SCOMPARSA crescente e progressiva DI NUMEROSISSISME SPECIE a loro modo PERFETTE, MENTRE NON VEDIAMO NASCERE NESSUNA nuova SPECIE,
i conti progressivi non tornano
A MENO DI NON AFFIDARSI AGLI OGM, MA ALLORA SAREMMO VERAMENTE NELLE MANI DEGLI UFO...

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#40    09 Marzo 2007 - 13:05
 
Caro Kirbmarc, confesso di non aver ancora letto i link, prometto che appena avrò un po' di respiro lo farò volentieri. Dubito tuttavia che oggi le condizioni di verificabilità delle "scoperte" siano migliori di ieri, è vero esattamente il contrario. "Siamo" in mano a iperspecialisti (che in genere non conoscono la storia della scienza) e sui quali spesso gravano (è il caso della ricerca genetica) interessi economici enormi.
comunque non mi sembra inutile questa discussione e ti ringrazio della pazienza
a dopo ciao, ciao :-)
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#41    09 Marzo 2007 - 13:07
 
" i progetti di una nuova specie dovrebbero esser assai più numerosi dei padri che già abbiano raggiunto la forma definitiva a noi nota.”
Infatti il 99,9% delkle specie documentate in paeleonyologia non è più prsente in tempi storici.
"MENTRE NON VEDIAMO NASCERE NESSUNA nuova SPECIE"
Biston Betularia?
PS : Spero che tu non abbia perso la tua cordialità.
Cordialmente.
Kirbmarc.
utente anonimo

#42    09 Marzo 2007 - 13:35
 
quà sei tu che mi offendi, ma scusa se crepassero tutti i bianchi e restassero solo i neri chiameristi i neri una nuova specie?
Il "caso" della Biston Betularia noiosamente ostentata è appunto la dimostrazione che la teoria evoluzionista non ha prove...
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#43    09 Marzo 2007 - 13:35
 
e poi mi sembra di aver detto dell'altro, non rispondi all'essenziale...ciao ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ikalaseppia

#44    09 Marzo 2007 - 13:50
 
Caro ika,"quà sei tu che mi offendi, ma scusa se crepassero tutti i bianchi e restassero solo i neri chiameristi i neri una nuova specie?
Il "caso" della Biston Betularia noiosamente ostentata è appunto la dimostrazione che la teoria evoluzionista non ha prove..."
Si tratta di un caso di possibile speciazione interna, solo il più famoso...
Ne ho citati altri (via link) se vuoi possiamo discuterne...
"in ogni modo il problema scientifico è l'assenza, per qualuque specie, delle testimonianza di una vera soluzione di continuità nel cambiamento. Perché le così dette specie intermedie, sono creature estinte che, a suo tempo, erano anch'esse perfette nel loro ambiente. E quindi si tratta solo di SPECULAZIONI TEORICHE A PARTIRE DA DOCUMENTI INSUFFICIENTI"
L'ambiente muta, ciò che era "perfetto" non lo è più. Non a caso gli iperspecializzati sono vulnerabili,le estinzioni più massicce sono di esseri poco adattabili a condizioni di disequilibrio.
Rimangono gli animali opportunisti...
"Dubito tuttavia che oggi le condizioni di verificabilità delle "scoperte" siano migliori di ieri, è vero esattamente il contrario. "Siamo" in mano a iperspecialisti (che in genere non conoscono la storia della scienza) e sui quali spesso gravano (è il caso della ricerca genetica) interessi economici enormi." fra questi iperscialisti la rivalità è forte, screditare un avversario sarebbe un bel colpo. Non a caso ci sono scienziati che si impegnano solo nelle rewiew, non nella ricerca pura (sono comew gli "sbirri degli affari interni).
Gli interessi economici enormi ci sono sulla manipolazione genetica, non certo sull'analisi dei resti fossili.
Kirbmarc.

utente anonimo

#45    09 Marzo 2007 - 13:55
 

Innanzitutto credo sia superfluo aggiungere che condivido in toto le argomentazioni di Ika.

In secondo luogo devo una risposta a Ritvan:

Insomma, ci puoi far sapere come credi tu che si sia formata tutta la variegatissima flora e fauna terrestre?

Una premessa è doverosa: nello svolgersi di uno specifico processo, può capitare di non avere elementi sufficienti per determinarne dettagliatamente lo sviluppo.
D'altra parte, se tra le spiegazioni proposte individuiamo delle falle, possiamo evidenziarle, e per fare questo non occorre avere una versione alternativa.

Posso non sapere come sono andate le cose, ma posso anche criticare le teorie fantasiose.
Andare alla ricerca delle nostre origini non è rispondere ad un test a crocette, in cui bisogna necessariamente barrare una delle 4 caselle:

1- Dio
2- Darwin
3- Gli alieni
4- La seconda che hai detto.

A mio parere la teoria evoluzionista è fallace.
Ho tentato di esporre le motivazioni che a questa convinzione mi hanno portato.
Alcuni le troveranno condivisibili, molti altri meno.
Se qualcuno invece avrà ricevuto uno stimolo per approfondire per conto proprio la questione, in qualsiasi direzione, sarà il risultato migliore.

Nello specifico della domanda di Ritvan.
Una mia personale convinzione di come siano andate le cose ce l'ho, ma non si basa su prove "scientifiche" modernamente intese.
Per questo le ho lasciate fuori dal discorso.
Non scriverò mai, per intenderci, il libro "L'origine della specie secondo Santaruina".

Questa mia convinzione si basa sugli studi degli autori tradizionali, sullo studio delle mitologie arcaiche, e sullo studio del simbolismo.
Secondo il mio personalissimo parere, la materia altro non è che la materializzazione dello Spirito.
Gli esseri umani altro non sarebbero che "angeli", per usare un termine a noi noto, che hanno preso corpo.

La natura stessa è la rappresentazione espressa attraverso la materia del principio creatore e della sua armonia.

So quanto bislacca possa apparire tale concezione, e all'interno di questo discorso non ne avrei parlato.

Ma ad una domanda posta ho ritenuto corretto rispondere.

Blessed be
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#46    09 Marzo 2007 - 15:05
 
Caro Kirbmarc,

intanto sono lieto che la nostra falena sia divenuto un "caso di possibile speciazione interna"
"L'ambiente muta, ciò che era "perfetto" non lo è più. Non a caso gli iperspecializzati sono vulnerabili,le estinzioni più massicce sono di esseri poco adattabili a condizioni di disequilibrio."
ti stupirà, forse, (perché non hai ben letto tutti i miei commenti a questo post) ma sono d'accordo.
Che ci sia un rapporto tra ambiente e creature è ovvio. Ma questo non prova alcunché in termini di evoluzionistici. Si tratta di variabilità interna entro le possibilità insite nel "genio" di una specie data.

circa la - verificabilità delle "scoperte" dovresti sapere che la comunità scientifica ha una fortissima autoreferenzialità. Molti ricercatori tremano all'idea di esporre pubblicamente i risultati "controversi" dei loro studi. (ad es:siamo pieni di scoperte archeologiche in attesa di sitemazione...) E se posso fare una battutaccia si sa per chi lavorano gli "sbirri". Ci sono, è vero, delle eccezioni (poliziotti onesti), ma hanno scarsa eco, mentre c'è tutta un'industria culturale a spingere in direzione CONTRARIA.
"Gli interessi economici enormi ci sono sulla manipolazione genetica, non certo sull'analisi dei resti fossili." Per gli "ominidi" c'è ben poco da analizzare. E poi, ripeto, per quanto concerne l’essere umano gli indù hanno tramandato una tradizione secondo la quale l’umanità attuale sarebbe solo la settima di una serie di quattordici. I numeri in questione vanno intesi in senso simbolico, anche se, come spesso accade, la realtà simbolica e quella “storica” possono coincidere. Tipicamente il sette si presta a rappresentare una molteplicità più vasta. Così sette volte sette può significare la totalità. In ogni modo la nostra sarebbe solo un’umanità. Perciò trovare resti di uomini e donne appartenenti a cicli precedenti è molto meno sconvolgente per un’indù che per un cristiano del XIX° secolo.
Insomma, anche da un punto di vista intellettuale, la complessità della visione tradizionale ha un rapporto con il creazionismo d'oggi simile a quello di Adamo con i suoi degeneratissimi pronipoti.

sempre cordialmente
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#47    09 Marzo 2007 - 15:22
 
"intanto sono lieto che la nostra falena sia divenuto un "caso di possibile speciazione interna"
Lo era anche prima, infatti la risposta era seguito da un punto dui domanda (ovvero siamo sicuri che questa non possa essere definita speciazione?)
"ti stupirà, forse, (perché non hai ben letto tutti i miei commenti a questo post) ma sono d'accordo."
Non mi stupisce, che l'ambiente muti e chi si specializza troppo rischi è una conclusione logica,indipendente da quello che si pensa sulle origini umsane o sull'evoluzionismo.
"Si tratta di variabilità interna entro le possibilità insite nel "genio" di una specie data."
Le varibilità interne ci sono sempre. Sostituisci DNa a "genio", aggiungi le mutazioni trasmissibili e avrai una visione evoluzionista. :)
"Molti ricercatori tremano all'idea di esporre pubblicamente i risultati "controversi" dei loro studi."
Mah..sinceramente ne vedo molti che espongono anche quando hanno scarse prove( indipendentemente da quello che sostengono).
"la complessità della visione tradizionale ha un rapporto con il creazionismo d'oggi simile a quello di Adamo con i suoi degeneratissimi pronipoti."
Non metto in dibbio che il creazionismo moderno sia una pantomima di quello antico, ma quando si cerca di far ripetere la storia, si ottiene sempre una farsa. Indietro non si torna, il pensiero ha fatto i suoi passaggi e bisogna confrontarsi con le conclusioni nuove disponibili oggi.
Kirbmarc.

utente anonimo

#48    09 Marzo 2007 - 17:39
 
al volo:
"indietro non si torna" vero, ma la verità non ha tempo. Quel che vorrei sottolineare prima di lasciare il mezzo informatico e salutare te e Santa è che gli sviluppi del pensiero scientifico moderno non hanno "falsificato" affatto i dati delle dottrine tradizionali autentiche circa l'origine della vita e, come dice il Tao-te-ching, "dei diecimila esseri".
Sfortunatamente, proprio perché non si va indietro, e le capacità intellettuali dell'essere umano si sono artrofizzate (sarà un effetto dell'ambiente...) praticamente, almeno in Occidente, non esiste oggi alcuna autorità tradizionale di rilievo in grado di rispondere alle sfide poste dalla modernità.
Di fatto, senza la decadenza della tradizione la modernità non sarebbe stata. Il che naturalmente non toglie nulla alla verità profonda anche di punti di vista, assolutamente incompresi, e oggi irrisi, come quello "tolemaico",
ma questa è un'altra storia...
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#49    10 Marzo 2007 - 19:28
 
Carissimo Santa,
ho passato anni (e centinaia di post sui forum) a discutere di questi argomenti.. E come forse era inevitabile, mi trovo oggi nella situazione di non voler più discuterne on-line. Mi si perdoni la schiettezza, ma credo che il modo migliore per affrontare certi temi sia "de visu".
Ho speso (non inutilmente, sia chiaro!) anni di discussione on-line, ma parlare di questi argomenti così vasti sul web è veramente un'impresa, almeno per me. Ci sono tante inesattezze a cui è difficile "tener dietro" ribattendo ogni volta; tanti preconcetti, tante omissioni (non per malafede, ma credo solo per semplice ignoranza di tutti i fatti coinvolti), sia da una parte sia dall'altra della "barricata" (termine improprio e che non amo, ma rende l'idea di cosa sia oggi la discussione sull'evoluzionismo, purtroppo).
Con ciò ovviamente, ho solo scritto un papiro senza fornire nulla di costruttivo o interessante, per cui me ne scuso.
Ma ormai sono convinta che l'approccio migliore sia una bella chiacchierata de visu.. Che ci vuoi fare! (La penso allo stesso modo per altri temi come il global warming).
Una buona birra e un caminetto acceso, e tanta voglia di confrontarsi.. ad infinitum.

La _gaia_ scienza dello sproloquio :)
utente anonimo

#50    11 Marzo 2007 - 10:25
 
Ciao _gaia_

in effetti lo scopo delle discussioni non è "vincere" o "convertire".
C'è invece sempre una grande possibilità per arricchire le proprie conoscenze, proprio confrontandosi con chi la pensa in maniera opposta.
Non sono frasi fatte.

A me personalmente, come saprai, interessava porre la questione, nella speranza di invogliare qualcuno tra coloro che qui capiteranno ad approfondire l'argomento.

A presto :-)

Blessed be
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#51    11 Marzo 2007 - 16:11
 
Certo, Santa, non mettevo in dubbio la bontà e anche l'utilità del tuo intento :)
Dicevo che è difficile riuscire a disquisire di temi così ampi sul web, però di sicuro è importante offrire gli spunti: non per vincere, come ben dici, ma per stimolare riflessioni e ricerche.

Ti dico comunque, per "chiarire" la mia posizione, che sui forum dove discutevo di evoluzionismo, mi beccavo della creazionista dagli evoluzionisti, e dell'evoluzionista dai creazionisti!
:)

La _gaia scienza della sintesi criptica.

PS: Certo, se poi un dì ti andasse di far quattro chiacchiere davanti a una guinness.. mi troverai in prima fila ;)
utente anonimo

#52    11 Marzo 2007 - 17:59
 
Davanti ad una Guinnes è sempre il parlare migliore... :-)

Blessed be
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#53    12 Marzo 2007 - 11:41
 
Mi permetto un'ulteriore chiosa; in questi giorni mi è capitato di avere due discussioni "faccia a faccia" sul tema. è incredibile constatare come l'argomento susciti, anche in chi non ne sa nulla, reazioni irrazionali di ira piuttosto inquietanti. Il fatto è che l'evoluzionismo è, e questo mi pare indiscutibile, una sorta di catechismo per i bambini che lo interiorizzano profondamente, che afferma che non è possibile unirie considerazioni d'ordine spirituale a quelle d'ordine scientifico dovrebbe ricordare che questa è un dualismo diabolico e forse, in definitiva, l'immagine compiuta della discesa intelletuale iniziatasi con il peccato originale.
Cordialmente
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#54    04 Aprile 2007 - 00:14
 
evoluzione o creazione? Boh!
dopo tante parole non è che ci siamo mossi più di tanto e sinceramente, a questo punto, mi interessa poco.
Concordo invece col commento di Vautrin: solo nel pensiero e nella conoscenza risiede la vera evoluzione. Quella che gli scienziati chiamano evoluzione è solo una sorta di capacità fisica di adattamento all'ambiente esterno.
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#55    05 Aprile 2007 - 13:16
 
fate questo esperimento: leggete tutto il post sentendovi prima dei darwinisti e poi, al contrario, dei feroci critici di Darwin...
Signore e Signori vi invidio molto per tutte le certezze che avete, io non ne condivido nessuna perchè non mi fido. E di chi non mi fido? Ma di me stesso, è ovvio! Perciò come potrei essere sicuro di una cosa quando SO che POTREI sbagliarmi??

Però, sotto sotto, io appoggio Santaruina. Non mi piace affatto l'idea di nascere, crescere e crepare solo per arricchire il dna della specie di nuove esperienze.
Sticazzi! Lo faccia senza di me!! Io sento (ma potrei sbagliarmi!!) il bene e il male come concetti veri, reali e tangibili: la scienza avrà sempre un valore speculativo-tecnologico->pratico incomparabile ma nella mia concezione, che è una concezione etica, sarà sempre sottomessa alla filosofia. Non mi va di essere carne per i vermi in potenza, non lo posso accettare e seguo l'altra via, anche se posso sbagliare.

Tra l'altro l'evoluzionismo non esclude un bel niente: un credente può benissimo pensare che Dio abbia semplicemente fatto "TAC!" e tutto si è creato e già non esiste più nella sua testa, e noi siamo un frammento di quella retta infinita che solo Lui è in grado di vedere. O qualunque altra cosa. Semplicemente l'evoluzionismo non mi da prove certe e allora...perchè crederci?? Perchè battermi per lui?? Lui certo non si batterebbe per me :-D

Ogni scelta umana, ogni decisione, è principalmente etica e da lì si deve partire per ricercare gli assoluti (oppure pensare, visto che non ci sono prove, che gli assoluti non esistano e morire)

sick-boy
utente anonimo

#56    05 Aprile 2007 - 15:42
 
proprio ieri su Repubblica trovo due articoli di divulgazione scientifica antitetici: in uno si ridizolizza il pensiero secondo il quale esistono delle razze umane, l'argomento è che l'homo sapiens sapiens è rimasto quello che è dall'origine. L'altro sulle nuove conferme scientifiche delle mutazioni evolutive...qualcosa non torna.
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#57    05 Aprile 2007 - 17:00
 
" Non mi va di essere carne per i vermi in potenza"
E' un tuo diritto non credetrlo. Però,visto che non ne hai la minima prova, non puoi imporre al tuo vicino che non ci crede di farlo, o di mantenersi in vita a tuutti i costi e non potere abbreviare le sue sofferenze "perchè immorale l'eutanasia" o per altre tue personali convinzioni.
"antitetici: in uno si ridizolizza il pensiero secondo il quale esistono delle razze umane, l'argomento è che l'homo sapiens sapiens è rimasto quello che è dall'origine. L'altro sulle nuove conferme scientifiche delle mutazioni evolutive...qualcosa non torna."
A parte il fatto che gli articoli divulgativi sono per metà stronzate, e sarebbe meglio leggere dei testi più specialistici,l'homo sapiens non si evolve più perchè la mortalità è calata e l'ambiente non è mutato di molto,mantenendo la nostra specie in equlibrio da elezione stabilizzante.
Kirbmarc.
utente anonimo

#58    14 Maggio 2007 - 14:39
 
http://www.progettogea.com/gea/evoluzione-umana/cont04_06.htm

Dobbiamo negare scoperte e studi scientifici per cosa? Per confermare che la Bibbia non sbaglia? Studiate di più.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DiabolicaMente

#59    27 Novembre 2007 - 01:42
 
Hai mai provato a leggere i trattati di Darwin per caso?
Non ci sono prove? Ma questa dove l'hai sentita?
Bello fare poesia, peccato che non si può smentire una teoria scientifica con delle favolette

Prendiamo ad esempio la tua insulsa teoria sugli squali, dici che non si sono mai evoluti. Eppure la terra esiste da 4 miliardi di anni, e almeno da 3 miliardi di anni già esistono le prime forme di vita unicellulari. Da quel mucchio filamenti di DNA e proteine si sono poi evolute le prime cellule eucariote, e solo dopo qualche milioni di anni si sono formati i primi organismi pluricellulari (tante cellule eucariote) evolute anche in quelli che chiamiamo oggi squali. Quindi, di sicuro non compaiono dal nulla...

Rimanendo in tema di pesci, ma lo sai che le fossili di balene dimostrano che avevano gli arti posteriori in passato? Proprio come noi mammiferi di terra... E sono anche tantissimi questi reperti fossili.
Quindi, Darwin, che ha girato il mondo prima di formulare le sue teorie e che per di più non ha mai imposto a nessuno, ne ha studiati parecchi di fossili.
Poi la storiella che le mutazioni di DNA non possono trasmettersi... ma secondo te le attuali cellule eucariote di cui è composto ogni essere vivente, come hanno fatto a passare da procariote ad eucariote se non con l'evoluzione attraverso mutamenti del DNA?

utente anonimo

#60    26 Febbraio 2008 - 15:53
 
Ma perchè non potrebbe trattarsi di un errore di datazione?
spiegherebbe i ritrovamenti risalenti a milioni di anni fa.
Steva
utente anonimo

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