Osservando ciò che è velato.
Nel XVII secolo il mondo ebraico conobbe una figura controversa e straordinaria, un uomo che si proclamò messia e si fece portavoce di una teologia rivoluzionaria, una “contro-teologia”.
L’apostasia quindi, il peggiore dei peccati, diviene una via necessaria sulla strada della beatitudine.
Questa dottrina estrema, lungi dall’essere una creazione dei seguaci di Zevi, rappresenta in realtà il fondamento della religiosità “alternativa” che da millenni attraversa le epoche storiche contrapponendosi alle dottrine ufficiali delle varie fedi.
L’idea che attraverso la dissoluzione più oscura e la sperimentazione dei “peccati” più infami si possa giungere alle vette più alte percorre in parallelo la storia delle religioni ufficiali, e nel mondo dell’esoterismo tale processo è anche noto con il nome di “via della mano sinistra”.
Idea condivisa in queste dottrine è la convinzione che il mondo intero sia in attesa di un “cambiamento di era”, un cambiamento che sostituirà l’attuale epoca degenere e corrotta con una nuova colma di “luce” e “armonia”.
Da questo punto di vista quindi tutto ciò che concorre al mantenimento dello stato attuale rallenta l’avvento della nuova era, mentre vanno favorite le azioni che potrebbero accelerare il processo del passaggio.
E per affrettare tale processo occorre che il punto “più basso” venga perseguito con ogni mezzo, aumentando il disordine attuale per mezzo del “peccato” e dell’anomia.
Sabbatai Zevi impose ai suoi seguaci di praticare una fede esteriore, e di mantenere segretamente la fede ebraica.
Proclamò il rovesciamento di tutti i valori, come si addice all’era messianica, ed invitò alle trasgressioni più estreme, fino all’incesto, da sempre il più grande tabù per ogni cultura.
Si ritrovano quindi negli insegnamenti di Zevi le caratteriste delle varie “eresie” pseudo gnostiche che hanno accompagnato la storia del cristianesimo e dell’ebraismo dalle loro origini.
Dai cainiti ai bogomili ai catari, dai manichei fino a Sabbatai Zevi, il cuore di ogni “eresia” è l’invito alla violazione delle leggi morali nel tentativo di accelerare “la fine dei tempi”.
Il movimento Sabbateo si espanse rapidamente in Europa, e di lì a poco un ulteriore messia avrebbe ripreso le orme del maestro, accentuando ulteriormente l’aspetto “rivoluzionario" del suo insegnamento: Jakob Frank.
