Osservando ciò che è velato.
Il labirinto rappresenta prima di tutto un percorso, un sentiero dentro e fuori di sé, un cammino da compiere alla ricerca di se stessi, alla ricerca del mondo intero.
Simbolo antichissimo e ripreso da ogni cultura, il labirinto nasconde un tesoro, ma non lo occulta, invita piuttosto ad intraprendere quella via, contorta e difficoltosa, per poter raggiungerlo, quel tesoro.
Nelle cattedrali gotiche e romaniche si ritrova spesso nel pavimento la raffigurazione del labirinto, a ricordare al fedele il percorso per raggiungere Dio, un percorso che parte dal fuori e giunge al centro; il fedele diviene il pellegrino, chiamato ad intraprendere la ricerca della Terra Santa, che sta fuori, ma anche dentro.
La sequenza è a parere di chi scrive semplicemente straordinaria.
I labirinti riportati sono caratterizzati dall’identica struttura e seguono tutti un identico schema:
La caratteristica centrale di ogni labirinto è rappresentata dalla figura a croce che assume il percorso in basso e dalla curva successiva che si innalza brevemente per poi discendere e risalire e proseguire nel formare le varie circonferenze.
Questo particolare è presente in tutti i labirinti, che, ricordiamo, appartengono a culture distanti tra loro migliaia di chilometri e migliaia di anni, e alcune tra queste culture secondo la storiografia ufficiale non hanno mai avuto nessun tipo di contatto.
E’ un segno ben preciso, che si ripete in tutti i ritrovamenti, identico, e che non può non denunciare una origine comune di questa particolare rappresentazione.
Questa origine è destinata a rimanere un mistero, così come il suo significato profondo.
